SCOPERTE SEPOLTURE DI DIVERSA ETA’ E TIPOLOGIA E UN EDIFICIO TERMALE RISALENTE AL I SECOLO DOPO CRISTO

Vestigia romane riemergono nel centro di Riva

25/04/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Il sito arche­o­logi­co di piaz­za­le PilatiRI­VA DEL GARDA — Sig­ni­fica­tive trac­ce del pas­sato tor­nano alla luce sul Gar­da trenti­no. Sono notevoli le scop­erte effet­tuate nei due siti arche­o­logi­ci in fase di indagine a Riva del Gar­da: nel cen­tralis­si­mo piaz­za­le Pilati e nell’area di San Cas­siano, riem­er­sa durante i lavori per la vari­ante alla provin­ciale 45. Se la zona di San Cas­siano si carat­ter­iz­za per la pre­sen­za di sepol­ture di diver­sa età e tipolo­gia, nell’area Pilati è sta­to rin­venu­to un edi­fi­cio ter­male di età romana, un «unicum» per il ter­ri­to­rio trentino.Alcune mon­ete e altri reper­ti han­no per­me­s­so di datare le terme di Riva del Gar­da all’inizio del I sec­o­lo d.C.; durante il III sec­o­lo la strut­tura ter­male venne quin­di abban­do­na­ta e riu­ti­liz­za­ta in parte per attiv­ità agri­cole, come tes­ti­mo­ni­a­to dalle strati­grafie. Il com­p­lesso ter­male era cos­ti­tu­ito da un edi­fi­cio ret­tan­go­lare com­pos­to da un ingres­so (sud­di­vi­so in spoglia­toio e lat­ri­na), e da alcune stanze sequen­ziali: una fred­da (il «frigi­dar­i­um»), una tiep­i­da (il «tep­i­dar­i­um»), una più cal­da (il «cal­dar­i­um») e infine la vera e pro­pria sauna (il «lacon­icum»). Le stanze, pavi­men­tate con mar­mi poli­cro­mi e mosaici, era­no riscal­date da «pro­to-cal­daie» costru­ite in un locale di servizio, che immet­te­vano aria cal­da sul pavi­men­to e lun­go i mat­toni cavi delle pareti. All’esterno delle terme si trova­vano i gia­r­di­ni, una stra­da e un muro, all’ombra del quale sono state ritrovate sepol­ture a inu­mazione del VI sec­o­lo d.C. La cam­pagna di sca­vo, avvi­a­ta in autun­no 2005, è tut­to­ra in cor­so. L’indagine nell’area arche­o­log­i­ca di San Cas­siano, cir­ca 5.000 metri qua­drati acquisi­ti da Trenti­no Trasporti per real­iz­zare il depos­i­to del­la stazione, era invece inizia­ta nell’autunno 2004. Il sito era noto in let­ter­atu­ra per­ché ave­va già resti­tu­ito tes­ti­mo­ni­anze di epoca romana, attual­mente ospi­tate al di Riva. Si sape­va, inoltre, che qui esiste­va una chiesa, del­la quale si conosce la data di demolizione per ordine vescov­ile, il 1794. Durante la pri­ma fase del­la cam­pagna ne è riem­er­sa la strut­tura e poi sono state trovate tes­ti­mo­ni­anze più antiche: una stra­da di epoca romana che col­le­ga­va Riva alle Giu­di­care e a ridos­so un’estesa area cimi­te­ri­ale di età com­pre­sa tra il I e il IV sec­o­lo d.C.Accanto alle tombe sono state rin­venute anche le tes­ti­mo­ni­anze delle rit­u­al­ità con­nesse al cul­to dei mor­ti, offerte votive e diver­si ogget­ti di uso comune. Sono due le tipolo­gie di sepol­ture che tes­ti­mo­ni­ano uno svilup­po crono­logi­co del nucleo cimi­te­ri­ale di San Cas­siano: le sepol­ture a cre­mazione (una trenti­na), dal­la fine del I sec­o­lo d.C. al II sec­o­lo, e le sepol­ture a inu­mazione (una deci­na), del III-IV sec­o­lo. Le cam­pagne di sca­vo, sospese in inver­no per l’inagibilità del sito arche­o­logi­co, ripren­der­an­no l’8 maggio.

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