Il Comune eliminerà i rigagnoli che versano nel Golfo con il nuovo tronco fognario di via Landi. Ma è bufera sul Garda Uno: attacco frontale da Ulivo e Fiamma

Via gli ultimi scarichi a lago

24/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Salò dichiara toller­an­za zero agli scarichi fog­nari che ver­sano a lago: si vuol dare una nuo­va sterza­ta per elim­inare una vol­ta per tutte il prob­le­ma, di non sec­on­daria impor­tan­za eco­log­i­ca. Oper­azione lago puli­to, insom­ma, ma non sen­za polemiche per tem­pi, modi e ges­tione dell’operazione, sul­lo sfon­do dell’aspro dibat­ti­to sull’azienda-consorzio . «Sti­amo mon­i­toran­do il ter­ri­to­rio — dice Alber­to Colom­bo, asses­sore all’E­colo­gia del comune di Salò, in occa­sione del­la dis­cus­sione sul bilan­cio -. Abbi­amo ver­i­fi­ca­to situ­azioni anomale di scarichi lun­go i tor­ren­ti che andran­no cor­rette con un inter­ven­to del Gar­da Uno, casa per casa, e per ulti­mo la zona del vil­lag­gio , che è a fog­natu­ra mista e scar­i­ca diret­ta­mente sul­l’as­ta di via Garibal­di, cre­an­do prob­le­mi di ver­sa­men­ti a lago. Uno stu­dio del­l’A­to provin­ciale affer­ma che la situ­azione gen­erale è molto con­for­t­ante per quan­to riguar­da la cop­er­tu­ra del ter­ri­to­rio (siamo a liv­el­lo di cir­ca l’85–90%). Negli ulti­mi tre anni sono sta­ti real­iz­za­ti numerosi tronchi. Cito a memo­ria: ex Soliani, via Nazario Sauro e tra­verse varie, la Valle, le Rive, il trat­to che dal ponte del Brez­zo va ver­so via Bertoni allac­cian­do diverse uten­ze che scar­i­ca­vano diret­ta­mente nel rio, la fog­natu­ra Ver­sine-Zette, eccetera In tem­pi bre­vis­si­mi par­tirà l’in­ter­ven­to di viale Lan­di». Dal­la por­ta del Carmine, sul­la diret­trice per Bar­bara­no. «La rete — spie­gano i tec­ni­ci — è car­ente per quan­to riguar­da alcune situ­azioni par­ti­co­lari, con scarichi misti nel gol­fo. Come in viale Lan­di, dove ci sono pure fos­se per­den­ti. Bisogna creare un col­let­tore a grav­ità, con attra­ver­sa­men­ti del­la sede stradale, onde fare con­fluire gli allac­ci delle pro­pri­età sot­tostan­ti». In ripetute cir­costanze il con­siglio comu­nale di Salò ha dis­cus­so di fog­na­ture e di Gar­da Uno, il con­sorzio cos­ti­tu­ito dalle varie local­ità del­la spon­da riv­ieras­ca del lago per il dis­in­quina­men­to delle acque, la rac­col­ta dei rifiu­ti urbani, la ges­tione delle reti (inclusi gli acque­dot­ti), la pulizia delle spi­agge, eccetera. E le polemiche sono all’or­dine del giorno. «Dal Gar­da Uno — protes­ta Gian­lui­gi Pez­za­li, del­la Fiamma Tri­col­ore — aspet­tava­mo relazioni e pro­gram­mi che non sono mai arrivati. Giun­gono invece solo aumen­ti di tar­iffe. Il con­sorzio lo abbi­amo cre­ato noi, Gar­done Riv­iera, Toscolano Mader­no e gli altri comu­ni del­la spon­da bres­ciana. Adesso sta diven­tan­do qual­cosa di avul­so dal­la nos­tra realtà. Recen­te­mente ho pre­sen­ta­to doman­da per effet­tuare un sem­plice allac­cia­men­to, e sono rimas­to scon­volto dal tipo (assur­do) di buro­crati­cis­mo». «C’era una con­ven­zione che impeg­na­va il Gar­da Uno a portare annual­mente il bilan­cio con­sun­ti­vo di quel­lo che fa per con­to nos­tro, e anche il prog­et­to delle opere pro­gram­mate — affer­ma Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta-. Invece io non ho vis­to nul­la. Qua sta per scop­pi­are la guer­ra degli acque­dot­ti. Alle spalle ci sono i servizi munic­i­pal­iz­za­ti di Bres­cia, che han­no già com­per­a­to un sac­co di uten­ze elet­triche sul lago e din­torni. E adesso ven­gono a pren­der­ci l’ac­qua e un con­sorzio il cui pat­ri­mo­nio viene da lon­tano. Se abbi­amo gli attribu­ti, dob­bi­amo tirar­li fuori. Altro che trovare i posti (e lo stipen­dio men­sile) per tut­ti i trom­bati! Assur­do che, recen­te­mente, il con­sorzio abbia gen­er­a­to due soci­età: una spa e una srl, cias­cu­na con undi­ci con­siglieri di ammin­is­trazione (deci­sione poi cas­sa­ta). Man­di­amo del­la gente in gam­ba, se vogliamo difend­ere gli inter­es­si locali. Se va avan­ti così, il Gar­da Uno rischia di essere fagoc­i­ta­to. Io ho scrit­to al pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana par­co, al Prefet­to per denun­cia­re una situ­azione insosteni­bile». Il diessi­no Vin­cen­zo Zam­bel­li: «Per quan­to riguar­da il ciclo inte­gra­to delle acque, io sono molto pre­oc­cu­pa­to. Man­ca una strate­gia azien­dale. Dovrem­mo almeno pren­dere posizione sul­la ques­tione del­la piattafor­ma eco­log­i­ca, per non restare sen­za». La rispos­ta del­l’asses­sore Nico­la Scot­ti è sta­ta la seguente: «Una legge regionale del 1 dicem­bre sta­bilisce che la sep­a­razione delle reti non deb­ba com­portare per forza due sogget­ti: il pro­pri­etario può anche essere gestore. Al Gar­da Uno ave­va­mo affida­to i servizi pro­prio per evitare la pos­si­bil­ità che li incam­erassero enti bres­ciani di grosso cal­i­bro». Adesso i rim­brot­ti sono sta­ti accolti: non ci sarà la ple­to­ra di 22consiglieri, ma la polem­i­ca non finisce qui.