E’ a favore del privato il verdetto definitivo del Consiglio di Stato

Via libera al residence«Borgo degli Ulivi»

18/11/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

di Il Con­siglio di Sta­to ha emes­so la sen­ten­za defin­i­ti­va sul­la con­tro­ver­sa lot­tiz­zazione di Gar­done Riv­iera il Bor­go degli ulivi (9.887 metri cubi, com­pren­sivi del­la ristrut­turazione di un edi­fi­cio già esistente di 2.500 mc., su un’area di 19.210 metri quadri, in local­ità Ver, sot­to la stra­da che, da Fasano, por­ta a S. Michele, in splen­di­da posizione panoram­i­ca), dan­do ragione ai pri­vati che han­no costru­ito l’insediamento. Prog­et­ta­to dagli architet­ti Mau­ro Sal­vadori, Ermes Bar­ba e dal­l’ingeg­n­er Mario Alesci, costru­ito e ulti­ma­to da anni, il Bor­go degli ulivi è un res­i­dence che da pri­mav­era a otto­bre accoglie tur­isti, soprat­tut­to tedeschi. Dopo il ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, ha ospi­ta­to i bam­bi­ni del­la scuo­la mater­na, grave­mente dan­neg­gia­ta dal sisma.UNA VICENDA inizia­ta nell’ottobre ’95, ben 12 anni fa, quan­do il Con­siglio comu­nale approvò il prog­et­to defin­i­ti­vo, sul­la base delle indi­cazioni for­nite dal Servizio beni ambi­en­tali del­la . Ma il Sovrin­ten­dente di allo­ra Rug­gero Boschi si oppose all’in­ter­ven­to, definen­do­lo «dan­noso sul piano ambi­en­tale», tale da arrecare «un grave impat­to visi­vo e dis­a­gi al tran­si­to nel­la zona». Con tali moti­vazioni annul­lò l’au­tor­iz­zazione con­ces­sa del sin­da­co di allo­ra, Pier­car­lo Belot­ti, rilas­ci­a­ta nel rispet­to del Prg vigente, redat­to dall’architetto Augus­to Cagnar­di ai tem­pi di Aventi­no Frau. Nel gen­naio ’99 il Tar, pre­siedu­to da Arman­do Ingras­sia, diede tor­to a Boschi, soste­nen­do che non pote­va pren­dere l’inizia­ti­va sen­za infor­mare i diret­ti inter­es­sati. Dove­va insom­ma comu­ni­care l’avvio del pro­ced­i­men­to, in modo da con­sen­tire ai costrut­tori di inter­loquire, pren­dere visione degli atti, pre­sentare doc­u­men­ti e osservazioni.La legge 241 del ’98, infat­ti, impone­va una serie di obb­lighi, garan­ten­do trasparen­za e pub­blic­ità. Adesso il Con­siglio di Sta­to ha esam­i­na­to il ricor­so del Wwf (il Fon­do mon­di­ale del­la natu­ra era appog­gia­to dal Min­is­tero dei beni e attiv­ità cul­tur­ali), giu­di­can­do­lo infonda­to e con­fer­man­do la sen­ten­za del Tar di Bres­cia. Bisog­na­va insom­ma infor­mare i pri­vati. L’onere di comu­ni­cazione è venu­to meno solo in un momen­to suc­ces­si­vo, con un decre­to del giug­no 2002.LA VICENDA esplose in maniera fragorosa con un arti­co­lo di Ric­car­do Chi­aberge sul Cor­riere del­la Sera che scrisse: «135mila metri qua­drati di vil­lette intorno al Vit­to­ri­ale. Se fos­se anco­ra tra di noi, il Vate man­derebbe un manipo­lo di legionari fiu­mani a fer­mare le ruspe. Tut­to quel cemen­to fra gli ulivi, a pochi pas­si dal suo mau­soleo, dal Mas del­la bef­fa di Buc­cari: che sacrilegio!».E Vit­to­rio Sgar­bi, su Bel­la Italia: «L’en­nes­i­mo scem­pio di abu­sivis­mo edilizio, che ripor­ta ai tem­pi in cui la spec­u­lazione sac­cheg­gia­va comoda­mente il nos­tro Paese».Poi le man­i­fes­tazioni di Legam­bi­ente, e la tele­fona­ta del min­istro del­l’Am­bi­ente Gio­van­na Melandri al sin­da­co per invi­tar­lo a sospendere il rilas­cio del­la con­ces­sione, in atte­sa delle sen­ten­ze definitive.