La Provincia autonoma di Trento ha definito la realizzazione di impianti di risalita a Tremalzo, sul lago di Ledro. Tre impianti tra skilift e seggiovie e un anello per il fondo su piste ferme dal 1999

Via libera al terzo polo sciistico del Garda

28/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alto Lago

L’Al­to Gar­da tornerà ad avere una terza stazione sci­is­ti­ca. Tremal­zo, in val di Ledro, sul­la spon­da trenti­na del Bena­co, a due pas­si da Riva del Gar­da, sta per dotar­si di skilift e seg­giovie. Nei giorni scor­si, da Tren­to, dagli uffi­ci di val­u­tazione d’im­pat­to ambi­en­tale (Via) del­la Provin­cia autono­ma, è giun­to l’at­te­so ok per la risis­temazione di almeno 3 impianti di risali­ta e di un anel­lo di fon­do. Si trat­ta del­la ristrut­turazione delle vec­chie piste ormai ferme e in dis­u­so dal 1999. Dal 2003, dunque, oltre alle splen­dide discese del Monte nel Comune di Mal­ce­sine, che da quest’es­tate potran­no ben­e­fi­cia­re del­la funi­via nuo­va fiammante, e accan­to alle piste di Pol­sa e San Valenti­no nel comune di Bren­ton­i­co, si potrà anche scegliere di scia­re nelle pre­alpi ledren­si ai con­fi­ni con il Bres­ciano e con il comune di Limone, a mez­z’o­ra di stra­da da Riva del Gar­da. Non ha mai avu­to ambizioni velleitarie Tremal­zo, nel Comune di Tiarno di Sopra: non si trat­ta di Madon­na di Campiglio, e nem­meno di Pin­zo­lo, eppure la local­ità inver­nale, fino a quan­do ha fun­zion­a­to a pieno regime, è sem­pre sta­ta un pun­to di rifer­i­men­to per le famiglie dell’Alto Gar­da e per i ragazzi e i gio­vani sportivi. Gli appas­sion­ati comunque dovran­no atten­dere qua­si due anni, fino al 2003, pri­ma di pot­er infor­care sci e rac­chette per scen­dere lun­go le piste del­la stazione sci­is­ti­ca col­lo­ca­ta a 1.800 metri d’al­tez­za. E’ prob­a­bile che per il rilan­cio del­la zona si cos­ti­tu­is­ca una soci­età mista, tra enti pub­bli­ci e pri­vati, nel­la quale i sei Comu­ni ledren­si potreb­bero avere un ruo­lo pre­dom­i­nante. L’in­ves­ti­men­to nec­es­sario è sta­to sti­ma­to tra i 3 e i 5 mil­ioni di euro. Sono pre­visti in prog­et­to una seg­giovia, a sedili a quat­tro posti, con una lun­ga pista chia­ma­ta «Pareghec» e altri tre impianti: il «Cam­po Scuo­la», lo «Scoiat­to­lo» e l’anel­lo di fon­do. Il respon­so del­la Com­mi­sione di val­u­tazione dell’impatto ambi­en­tale las­cia un po´ di amaro in boc­ca a Tiarno di Sopra, dove l´Irvat, la soci­età che ha fat­to richi­es­ta di costru­ire gli impianti di risali­ta, sper­a­va di poterne real­iz­zare almeno due in più dei tre con­ces­si e un sec­on­do anel­lo di fon­do. Le inten­zioni del­la soci­età, che con­ta decine di soci locali sono, comunque, volte a pros­eguire in ogni modo ver­so la ristrut­turazione di Tremal­zo in sin­er­gia con l’ente pub­bli­co. Gli ammin­is­tra­tori comu­nali del­la valle di Ledro, che con­ta cinquemi­la abi­tan­ti, sono con­cor­di sul­la fun­zione sociale, svol­ta dal­la local­ità mon­tana: la pic­co­la stazione sci­is­ti­ca, pur con i suoi lim­i­ti, ha sem­pre rap­p­re­sen­ta­to un pun­to di rifer­i­men­to per i ragazzi del­la valle e per le famiglie del­l’Al­to Gar­da e Ledro. La deci­sione del­la com­mis­sione del­la Provin­cia è sta­ta, invece, accol­ta con favore dal­la locale sezione del Wwf. Gli ambi­en­tal­isti non vol­e­vano uno scem­pio del­la mon­tagna anche per sal­va­guardare alcune specie flo­re­ali uniche e una zona, ai con­fi­ni del par­co, ambi­en­tal­mente ril­e­vante. Nel­lo stes­so tem­po si sta ten­tan­do di val­oriz­zare a Tremal­zo anche il tur­is­mo esti­vo, imper­ni­a­to sul­la ric­chez­za botan­i­ca del pos­to, su una stret­ta col­lab­o­razione con il vici­no par­co, sul­la val­oriz­zazione delle mal­ghe e degli sport come il moun­tain bike. Con la real­iz­zazione del­la stazione sci­is­ti­ca di Tremal­zo il ven­taglio delle pro­poste inver­nali a par­tire dal 2003 saran­no, dunque, tre nel­l’Al­to Gar­da: il monte Bal­do in zona cen­trale, Pol­sa e San Valenti­no a ori­ente e a occi­dente Tremalzo.

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