L’intesa tra Comune e Fap Investments Srl prevede la realizzazione di strutture sportive, di un parco e di residenze turistiche

Via libera alla città dei cavalli, per il rispettodell’ambiente

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Un polo ippi­co «di liv­el­lo inter­nazionale» che occu­perà una area di 120mila metri quadri (31.500 dei quali cop­er­ti) com­pren­si­vo di strut­ture vocate all’equitazione, di un par­co agri­co­lo di 144mila metri qua­drati con aree ver­di e pas­sag­gi a uso del polo cen­tro (e la pos­si­bil­ità di prevedere un pas­sag­gio pedonale pub­bli­co) e di una strut­tura tur­is­ti­co res­i­den­ziale di 46.650 metri cubi di cui solo 6000 con­ces­si ex novo (35.150 era­no già pre­visti nel Prg vigente e 5000 per­ti­nen­ti dall’attuale casa Colom­bara che sarà demoli­ta e ricostru­i­ta): sono le linee del prog­et­to defini­to da Comune di Castel­n­uo­vo e Fap Invest­ments Srl e approva­to dal­la mag­gio­ran­za nell’ultimo con­siglio comu­nale; una sedu­ta che ha reg­is­tra­to l’assenza gius­ti­fi­ca­ta di tut­ti gli espo­nen­ti dell’opposizione.«È l’accordo più impeg­na­ti­vo rag­giun­to sino­ra dal­la nos­tra ammin­is­trazione», ha sot­to­lin­eato l’assessore all’urbanistica Faus­to Scap­pi­ni. «Impeg­na­ti­vo sia per l’entità dell’intervento che dal pun­to di vista giuridi­co. Per altro il doc­u­men­to finale è sta­to ver­i­fi­ca­to anche col fun­zionario regionale che sta seguen­do la stesura del nos­tro Piano di asset­to del ter­ri­to­rio intercomunale».La zona inter­es­sa­ta, vic­i­na a quel­la degli impianti sportivi e alla zona dei Testi, è del resto già occu­pa­ta da un impianto ippi­co atti­vo da anni.«L’accordo», ha spie­ga­to anco­ra Scap­pi­ni, «prevede una serie di clau­sole e garanzie di carat­tere ambi­en­tale e di ver­i­fi­ca delle modal­ità prog­et­tuali ed edi­fi­ca­to­rie da parte dei nos­tri uffi­ci. A fronte del­la real­iz­zazione di ques­ta impor­tante strut­tura sporti­va, il pri­va­to si è impeg­na­to a real­iz­zare opere altret­tan­to sig­ni­fica­tive e per un val­ore com­p­lessi­vo di 3 mil­ioni e 200mila euro: si trat­ta di tut­ta la di acces­so al polo ippi­co in modo che non inter­ferisca né con l’abitato né con le vicine aree degli impianti sportivi e delle scuole del capolu­o­go. La soci­età», ha spie­ga­to Scap­pi­ni, «si farà inoltre cari­co di finanziare e prob­a­bil­mente real­iz­zare, se la leg­is­lazione lo con­sente, il recu­pero rad­i­cale del nos­tro mon­u­men­to sim­bo­lo, la torre vis­con­tea, oltre all’edificio sot­tostante, alla piaz­za del­la par­roc­chiale e al palaz­zo anti­s­tante il piaz­za­le. Il tut­to si aggiunge al ver­sa­men­to dei nor­mali oneri di urban­iz­zazione e al con­trib­u­to di 70.000 euro pre­vis­to per l’assessorato alla Cultura».«Credo vada rib­a­di­ta l’im­por­tan­za dell’intervento», ha com­men­ta­to Mas­si­mo Loda, asses­sore ai Lavori pub­bli­ci. «Recu­per­are la torre vis­con­tea e il nucleo stori­co di Castel­n­uo­vo sig­nifi­ca ved­er final­mente riv­i­vere il sim­bo­lo e, con esso, la zona più sig­ni­fica­ti­va del paese». L’assessore allo sport Ezio Bassi ha pre­cisato due aspet­ti dell’operazione: dal­la «des­ti­nazione di un’area che ammin­is­trazioni prece­den­ti ave­vano des­ig­na­to a edi­fi­cazioni ben più inva­sive, tan­to che si sen­ti­va par­lare di una Castel­n­uo­vo due», al fat­to di «resti­tuire alla gente la torre vis­con­tea, rime­dian­do a un prob­le­ma che anda­va risolto trent’anni fa». «Oggi chi­u­di­amo una trat­ta­ti­va inizia­ta nel 2004. Un per­cor­so com­p­lesso, ma che a pic­coli pas­si ci ha con­dot­to sin qui», ha aggiun­to il sin­da­co Mau­r­izio Bernar­di. «Spero che la nos­tra cit­tad­i­nan­za col­ga il peso dell’opera, pen­sa­ta per la comu­nità e non cer­to per i van­tag­gi di qualcuno».Il con­siglio ha approva­to anche la mod­i­fi­ca del­la con­ces­sione del servizio pub­bli­co per la dis­tribuzione del gas metano por­tan­do il ter­mine dal 2010 al 2012; l’utilizzo del mutuo per il finanzi­a­men­to del sec­on­do stral­cio del­la mater­na e del nido del capolu­o­go; la con­ven­zione con la dit­ta Alpibau srl per l’acquisizione di parte di un’area di 15.000 metri quadri con ces­sione di una porzione di 16000 metri cubi su cui un pri­va­to real­izzerà l’am­pli­a­men­to del­la stra­da, il pro­l­unga­men­to del­la che col­legherà diret­ta­mente la zona delle medie con gli impianti sportivi e l’interramento delle linee ad alta ten­sione. Ogni paese ha un suo sim­bo­lo architet­ton­i­co e per Castel­n­uo­vo questo sim­bo­lo è senz’altro rap­p­re­sen­ta­to dal­la torre vis­con­tea che, non a caso, svet­ta non soltan­to nel pun­to più alto del ter­ri­to­rio del capolu­o­go, ben vis­i­bile anche da gran­di dis­tanze, ma anche sul­lo stem­ma del Comune.LA STORIA del­la torre è lega­ta ovvi­a­mente al pas­sag­gio del­la famiglia Visconti.Nel 1387 fu Gian­galeaz­zo Vis­con­ti, scon­fit­ti gli Scaligeri, a sman­tel­lare Peschiera e a far costru­ire la fortez­za di Castel­n­uo­vo, la cit­tadel­la di Verona e il ponte di Borghet­to per assumere al meglio il con­trol­lo del territorio.IL MANUFATTO castel­n­uovese pog­gia­va in orig­ine sul pri­mo pog­gio e por­ta­va una tor­ri­cel­la da cui parti­vano le mura di pri­ma cin­ta ret­tan­go­lari che arriva­vano sino alla chiesa e include­vano anche il pozzo.L’attuale torre venne invece costru­i­ta al cen­tro del­la sec­on­da muraglia.Va ricorda­to che alla strut­tura orig­i­nar­ia ven­nero aggiun­ti, nel cor­so dell’Ottocento, pri­ma la mer­latu­ra e suc­ces­si­va­mente l’orolo­gio a pesi. G.B.

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