Stato di calamità naturale? La Provincia chiede dieci giorni per valutare e pronunciarsi

Via libera alla modifica anti-schiume

20/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Col­le­ga­ta all’ap­pun­ta­men­to di set­tem­bre anche l’ap­provazione unanime da parte del­la Con­feren­za dei servizi del­la mod­i­fi­ca al sis­tema di abbat­ti­men­to delle schi­ume davan­ti agli scarichi del­la cen­trale elet­tri­ca del Ponale, sul lun­go­la­go D’an­nun­zio. A Tren­to, insieme al prog­et­tista, l’ar­chitet­to Lucio Dona­ti­ni (che già nelle prossime ore inizierà a real­iz­zare il prog­et­to esec­u­ti­vo del­l’­opera), e all’asses­sore all’am­bi­ente Lui­gi Mari­no, c’era il vicesin­da­co Pietro Mat­teot­ti il quale ha rib­a­di­to la richi­es­ta — già pre­sen­ta­ta uffi­cial­mente per let­tera nei giorni scor­si — al gov­er­no provin­ciale di riconoscere per Riva lo sta­to di calamità ambi­en­tale e nat­u­rale. Doman­da, la sua, gius­ti­fi­ca­ta dal­l’ev­i­dente grav­ità del­la “situ­azione schi­ume” e dalle indis­cutibili riper­cus­sioni neg­a­tive che questo prob­le­ma ha e potrebbe avere, a liv­el­lo tur­is­ti­co ed eco­nom­i­co. L’ar­ri­vo dei min­istri dei pae­si europei rende il tut­to anco­ra più urgente. La Provin­cia si è ris­er­va­ta di pro­nun­cia­r­si e ha chiesto dieci giorni di tem­po per val­utare la situ­azione. «Se ci ver­rà riconosci­u­to questo “sta­tus” — spie­ga Mat­teot­ti — potremo appli­care la pro­ce­du­ra d’ur­gen­za pre­vista dal­la nor­ma­ti­va provin­ciale, dare il via in tem­pi bre­vi ai lavori (per il sis­tema di abbat­ti­men­to delle schi­ume che in fase sper­i­men­tale dovrà essere pron­to per l’11 aprile e per la sis­temazione del lun­go­la­go ndr) e por­tar­li a ter­mine entro il 31 agos­to. Se così non fos­se, ogni sfor­zo si riv­el­erebbe inutile».