Bruno Lunelli indica la strada per il rilancio del centro storico. Si tratterebbe di una novità assoluta per l'Italia. Solo erboristerie, negozi a tema ed ambulatori omeopatici

Via Vergolano, la strada «biologica»

16/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gianluca Marcolini

Erboris­terie, ambu­la­tori di med­i­c­i­na omeopat­i­ca, negozi per i prodot­ti bio­logi­ci. Via Ver­golano potrebbe presto trasfor­mar­si nel­la pri­ma stra­da in Italia intera­mente ded­i­ca­ta ad un’u­ni­ca tem­at­i­ca, quel­la del benessere e delle cure alter­na­tive. E questo per­ché lo svilup­po del cen­tro stori­co arcense pas­sa inevitabil­mente per la riqual­i­fi­cazione del­la zona più disagiata.Il rilan­cio di via Ver­golano è prob­a­bil­mente il pun­to cru­ciale di ogni sfor­zo final­iz­za­to a ridare smal­to al cen­tro stori­co di Arco. Gli stes­si tec­ni­ci del Cat han­no sot­to­lin­eato la neces­sità di pre­dis­porre inizia­tive mirate come la creazione del­la via dei mestieri. Sul­l’ar­go­men­to Bruno Lunel­li, ani­ma dei com­mer­cianti arcensi e già pres­i­dente di Assocen­tro, ha una sua idea pre­cisa. «Le vie dei pic­coli arti­giani — com­men­ta — non fun­zio­nano. Non han­no mer­ca­to e le realtà che aprono i bat­ten­ti sono des­ti­nate a chi­ud­ere in poco tem­po. Molto meglio trasfor­mare via Ver­golano nel­la pri­ma stra­da in Italia ded­i­ca­ta al mon­do del bio­logi­co pre­dispo­nen­do tut­to il nec­es­sario per aprire negozi spe­cial­iz­za­ti, ambu­la­tori medici dove si prat­i­ca l’omeopa­tia, erboris­terie e quan­t’al­tro. Trat­tasi di un mer­ca­to che sta tiran­do parec­chio. Da noi, poi, sarebbe una novità asso­lu­ta men­tre in Ger­ma­nia espe­rien­ze sim­ili sono in voga già da qualche anno. Tut­to questo andrebbe com­ple­ta­to dal­la demolizione del­la vec­chia casa Inps gra­zie alla quale si andrebbe a creare il tan­to agog­na­to col­lega­men­to con l’ospedale Palme (una vol­ta dismes­so, con­seg­na­to al Comune e lib­er­a­to dei due edi­fi­ci com­ple­men­tari)». Ma non è, ques­ta, la sola ricetta per il rilan­cio del cen­tro stori­co che pro­pone Lunel­li. «Mi preme pun­tu­al­iz­zare una cosa — pros­egue — ossia che ogni sfor­zo, tutte le idee e le diverse inizia­tive che ne sca­turi­ran­no nascono da una stret­ta col­lab­o­razione tra com­mer­cianti, ammin­is­trazione comu­nale e Unione e Com­mer­cio. Lo stu­dio pre­dis­pos­to dal Cat è sta­to real­iz­za­to assieme agli oper­a­tori del cen­tro stori­co, che poi sono quel­li che ci met­tono la fac­cia e le risorse. Un lavoro che non è fine a sè stes­so e che pros­eguirà nel tem­po per­chè per far­lo fun­zionare è nec­es­sario una con­tin­uo con­nes­sine tra com­mer­cianti e tec­ni­ci. In questo sen­so un ruo­lo impor­tante lo rico­prirà l’am­min­is­trazione comu­nale ma dob­bi­amo essere noi oper­a­tori ad impeg­nar­ci diret­ta­mente, in pri­ma per­sona. Altri­men­ti non si va da nes­suna parte. E’ anche gra­zie al nos­tro appor­to che sono state indi­vid­u­ate le mis­ure per ridare slan­cio ai cen­tri stori­ci. Oltre alla nuo­va via Veg­olano ci sono i piani col­ore, il riu­ti­liz­zo in chi­ave com­mer­ciale dei liv­el­li supe­ri­ori delle abitazioni, la col­lab­o­razione con gli ambu­lan­ti per l’alles­ti­men­to di microfiere. Sen­za tralas­cia­re l’aspet­to urban­is­ti­co. Arco cit­tà gia­rdi­no è un’idea che deve par­tire dal­l’o­li­va­ia, per­tan­to il prog­et­to del par­co urbano delle Braile volu­to da Del­lan­na deve avere compimento».