Torna in auge il progetto della strada di mezza costa nell’Alto Garda, tra Salò e Limone.

Viabilità gardesana

Di Luca Delpozzo
bott.

Tor­na in auge il prog­et­to del­la stra­da di mez­za cos­ta nell’Alto Gar­da, tra Salò e Limone. È ques­ta, sec­on­do alcu­ni ammin­is­tra­tori altog­a­rde­sani, l’unica soluzione conc­re­ta per far fronte all’innegabile inadeguatez­za del­la , ormai non più tran­sitabile sec­on­do i rit­mi e i gusti delle nos­tre gior­nate. La pro­pos­ta è sta­ta rilan­ci­a­ta dal sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, inten­zion­a­to ad inserire la pre­vi­sione del tan­to dis­cus­so col­lega­men­to viario nel nuo­vo Piano rego­la­tore comu­nale. Real­iz­za­ta a tem­po di record negli anni Trenta, con la benedi­zione del Vate che dal Vit­to­ri­ale bat­tez­zò «il Mean­dro», la «45 bis» sem­bra aver fat­to il suo tem­po. Tra il ris­chio frane e la palese inca­pac­ità di reg­gere la mole del traf­fi­co dei giorni nos­tri, la vec­chia Garde­sana Occi­den­tale non sod­dis­fa più le esi­gen­ze sociali ed eco­nomiche dell’Alto Gar­da Bres­ciano. Tor­na così a far­si stra­da il vec­chio e tan­to dibat­tuto prog­et­to del col­lega­men­to viario di mez­za cos­ta. L’idea è sta­ta ripro­pos­ta dal pri­mo cit­tadi­no gar­donese nel cor­so del­la riu­nione con­sil­iare di lunedì: «Inserire­mo la stra­da alta — ha det­to Baz­zani — nel nuo­vo Piano rego­la­tore. Se non lo fac­ciamo ora cre­do che in futuro potrem­mo pen­tircene ama­ra­mente». Sec­on­do l’Amministrazione gar­donese, che pro­prio nei giorni scor­si ha affida­to l’incarico di redi­gere il nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co ad un pro­fes­sion­ista di Verona, quel­la del­la stra­da di mez­za cos­ta è una scelta qua­si obbli­ga­ta per il futuro del­la zona. E Baz­zani non è il solo a pen­sar­la così. «Abbi­amo inter­pel­la­to — spie­ga — i nos­tri vici­ni: Salò non si è det­to favorev­ole ma nep­pure con­trario, men­tre a Toscolano Mader­no è già sta­to man­i­fes­ta­to un parere pos­i­ti­vo a questo prog­et­to». Il sosteg­no a questo dis­eg­no di rior­ga­niz­zazione del­la garde­sana non dovrebbe man­care nep­pure da parte del nuo­vo diret­ti­vo del­la Comu­nità mon­tana Bres­ciano. Negli ind­i­rizzi gen­er­ali di gov­er­no del­la mag­gio­ran­za dell’Ente par­co si legge infat­ti: «Sarà nec­es­sario pro­muo­vere le con­dizioni per la ver­i­fi­ca del­la fat­tibil­ità di soluzioni via­bilis­tiche alter­na­tive-inte­gra­tive alla Garde­sana. La Comu­nità mon­tana, di con­cer­to con i Comu­ni e la Provin­cia, si adopera con ogni sfor­zo, anche attra­ver­so la pro­mozione di stru­men­ti di pro­gram­mazione negozi­a­ta, per l’effettivo avvio di un’opera infra­strut­turale di grande impor­tan­za per la buona rius­ci­ta di qual­si­asi altro inter­ven­to sul ter­ri­to­rio». Insom­ma sono molti a con­sid­er­are inac­cetta­bile che in una delle più belle zone tur­is­tiche d’Italia, nel ric­co Nord, l’unico asse viario esistente a servizio delle popo­lazioni res­i­den­ti e del tur­is­mo (che cos­ti­tu­isce il set­tore por­tante dell’economia locale) si tro­vi in una situ­azione tan­to pre­caria e di con­tin­uo peri­co­lo. Il dibat­ti­to è dunque aper­to. Ora non è dif­fi­cile prevedere le reazioni di col­oro che con­sid­er­a­no inam­mis­si­bile, a liv­el­lo ambi­en­tale e pae­sag­gis­ti­co, la real­iz­zazione di un ser­pente d’asfalto e cemen­to che, tra viadot­ti e gal­lerie, andrebbe a dividere in due l’area nat­u­rale pro­tet­ta altog­a­rde­sana. Non sono infat­ti pochi nep­pure col­oro che vedono nel­la stra­da di mez­za cos­ta una vio­len­za umana nei con­fron­ti di un ter­ri­to­rio di pre­gio asso­lu­to che andrebbe las­ci­a­to in pace. Se da un lato si pos­sono immag­inare i van­tag­gi che il prog­et­to potrebbe com­portare, dall’altro risul­ta dif­fi­cile val­utare le con­seguen­ze ambi­en­tali e d’immagine per la zona col­linare dell’Alto Gar­da, area che sta spe­cial­iz­zan­do la pro­pria offer­ta tur­is­ti­ca in fun­zione di un movi­men­to vacanziero che cer­ca la tran­quil­lità e l’armonia di ter­ri­tori per cer­ti ver­si anco­ra incon­t­a­m­i­nati. (bot.)