Raccolta di firme a favore di dissuasori e controlli più severi

Viale Chiesa, l’autodromo in centro

26/07/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
p.t.

I motori rom­bano. I piloti, tesis­si­mi, osser­vano la macchi­na del­l’avver­sario accan­to e sono pron­ti a scattare. A semaforo verde, le auto scat­tano e la cor­sa ha final­mente inizio. La cronaca di una parten­za al Gran Pre­mio di Mon­za? Nem­meno per idea: la parten­za sopra descrit­ta, purtrop­po, è una delle tante alle quali si può assis­tere durante il giorno al semaforo di viale Dami­ano Chiesa.Poi, evi­den­te­mente, le sfide — che nelle ore not­turne si fan­no anco­ra più fre­quen­ti — pros­eguono su viale Ric­cam­boni, per ces­sare solo nel­la parte finale di quest’ul­ti­mo. Qui, gli ani­mi si pla­cano, ragion­ieri e operai smet­tono i pan­ni di Schu­mach­er e Hakki­nen e s’im­met­tono su viale Tren­to, chi in direzione del cen­tro di Riva, chi ver­so Arco. Un atteggia­men­to non cer­to civile, quel­lo di molti auto­mo­bilisti, che diven­ta ancor più grave se si con­sid­era la situ­azione del­la del­la zona. Viale Dami­ano Chiesa, infat­ti, è una delle vie più affol­late e traf­fi­cate di Riva: su di esso si affac­ciano la comu­nale, la scuo­la media omon­i­ma, la palestra «Impera», numerosi negozi e fer­mate del­l’au­to­bus, sen­za con­tare che nelle imme­di­ate vic­i­nanze ci sono anche il liceo, le ele­men­tari «Nino Per­ni­ci» e la caser­ma dei . Una zona ad alto ris­chio, insom­ma, per i pedoni in gen­erale, ma soprat­tut­to per le centi­na­ia di bam­bi­ni che durante l’an­no lo attra­ver­sano ogni giorno. Per richia­mare l’at­ten­zione su questo prob­le­ma, quin­di, i res­i­den­ti del­l’in­tera zona, ormai esasperati, han­no invi­a­to al sin­da­co una let­tera in cui, a sosteg­no delle loro argo­men­tazioni, snoc­ci­olano dati che fan­no rab­bri­v­idire. «Nel­la notte del 16 luglio scor­so — scrivono — due auto­mo­bili in gara tra loro si sono toc­cate ed una è sbalza­ta con­tro il mar­ci­apiede e il gia­rdi­no all’in­cro­cio di viale Ric­cam­boni con viale Baruf­fal­di, con gravi dan­ni all’au­to e alla cin­ta. Una set­ti­mana fa, una Porsche ha tran­ci­a­to di net­to il palo del­l’il­lu­mi­nazione di viale Ric­cam­boni. Ma anche le per­sone han­no paga­to le con­seguen­ze di tan­ta impru­den­za ed ele­va­ta veloc­ità: lo scor­so anno un pedone (era l’ot­ti­co Pier­gior­gio Armani, fu cen­tra­to sulle pedonali e se la cavò mira­colosa­mente ndr) venne investi­to nel­l’at­tra­ver­sa­men­to del­l’in­cro­cio Baruf­fal­di-Ric­cam­boni men­tre, qualche anno fa, un moto­ci­clista tedesco andò a schi­antar­si nel­la parte finale di viale Ric­cam­boni, moren­do sul colpo». A fronte di ques­ta situ­azione, pur pren­den­do atto del­la pre­sen­za di un vig­ile nelle ore di pun­ta, gli oltre cinquan­ta fir­matari del­la let­tera chiedono dis­sua­sori, isole di ral­len­ta­men­to, con­trol­li sev­eri, isole spar­ti­traf­fi­co e sbarre pro­tet­tive per i pedoni per sal­va­guardare la sicurez­za dei cit­ta­di­ni e degli stes­si automobilisti.

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