Apre a Desenzano del Garda Queen Gallery, la Galleria dell’Arte

Di Luigi Del Pozzo

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Queen Gallery nasce come piattafor­ma inter­at­ti­va con l’obiettivo di creare un ter­reno di comu­ni­cazione tra arte ed architet­tura. Uno spazio cari­co di ener­gia cre­ati­va che prende vita gra­zie all’interazione tra ogget­ti di design, anti­quar­i­a­to e realtà artis­tiche contemporanee.

La loca­tion si svilup­pa in sim­biosi con lo Stu­dio Prince, stu­dio di architet­tura sit­u­a­to accan­to alla gal­le­ria, cre­an­do un’unione bina­ria che deter­mi­na un rec­i­pro­co ‚per­fezion­a­men­to.

Queen Gallery vive su una super­fi­cie di 90 mq dove appare evi­dente il tema cen­trale: l’elemento di natu­ra indus­tri­ale. Materi­co e metal­li­co costru­isce uno sce­nario urbano e underground.

Il pavi­men­to è com­pos­to da las­tre di lamiera man­dor­late 125x250 cm, men­tre il bat­tis­co­pa in fer­ro è in lin­ea con gli imbot­ti delle finestre, prog­et­tati con il medes­i­mo mate­ri­ale. Le super­fi­ci espos­i­tive sono cos­ti­tu­ite da una gab­bia di rete elet­tros­al­da­ta arrug­gini­ta nat­u­ral­mente ed in segui­to sta­bi­liz­za­ta che si svilup­pa dal pavi­men­to al sof­fit­to. Il reti­co­lo, di riquadri 10x10 cm, si pone come per­fet­to sis­tema mod­u­lare su cui appen­dere le opere d’arte.

Le pareti in gri­gio fumo molto inten­so, stac­cate 10 cm dal­la rete, con­trastano con due volu­mi di assi bianche. Il pri­mo, in posizione cen­trale, diven­ta una parete sca­v­a­ta espos­i­ti­va com­ple­ta di faret­ti, il sec­on­do, una strut­tura ver­ti­cale che si fonde con un tavo­lo d’acciaio.

Ingeg­noso il meto­do di pre­sen­tazione delle schede tec­niche delle opere esposte: una serie di cubi di leg­no, 10x10 cm, che si incas­tra­no arrampi­can­dosi sul­la griglia di ferro.

L’illuminazione con­ferisce un seg­no di unic­ità: otto pun­ti luce madre a sof­fit­to gen­er­a­no una rag­natela di cavi elet­tri­ci aran­cioni che sosten­gono barat­toli di ver­nice. Alcu­ni di questi diven­tano fari e scen­dono per dare luce ad ogni lavoro espos­to, men­tre altri restano puri ele­men­ti dec­o­ra­tivi, con la pos­si­bil­ità di trasfor­mar­si in pun­ti luce per ogni nuo­vo alles­ti­men­to, garan­ten­do una forte ver­sa­til­ità nel­la com­po­sizione del­lo spazio.

La loca­tion non si pre­sen­ta come uno spazio aset­ti­co e min­i­mal­ista, e lo stes­so col­ore non rispec­chia il gen­erale stereotipo delle gal­lerie d’arte con­tem­po­ranea. Ques­ta scelta stilis­ti­ca non vuole far­si puro ed essen­ziale con­teni­tore d’arte, ma, al con­trario, accoglie la cre­ativ­ità dell’artista, inter­agisce e si evolve con essa, dan­do vita a dinam­i­ci incon­tri tra arte e architettura.

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Krudeltà Ment’Hall

Ralph Hall

Con questo filone stilis­ti­co l’artista decide di sle­gar­si dai vin­coli delle ten­den­ze tec­niche prece­den­ti attra­ver­so una collezione di ceramiche a carat­tere fau­nis­ti­co. Seguen­do i canoni esteti­ci del­la moda, affronta le prob­lem­atiche con­tem­po­ra­nee di un illog­i­ca vio­len­za per­pe­tra­ta sug­li ani­mali in chi­ave volu­ta­mente sadis­tic. «Dopo aver pug­nala­to alle spalle Gesù – affer­ma Hall – l’uo­mo si scaglia con vio­len­za innat­u­rale con­tro le crea­ture per­fette cre­ate dal­lo stes­so Dio in cui cieca­mente crede. Suc­co d’ipocrisia» Raplh, decide di urlare il suo sdeg­no attra­ver­so la ceram­i­ca: mate­ri­ale vivo, umano, arcaico, nat­u­rale. Ido­neo a plas­mare il suo incon­scio visivo.


L’in­au­gu­razione del­la Galleria
In Viale Cavour, 51, espone Ralph Hall

Opere ipnotiche con auree lucen­ti. Ti ammu­tolis­cono. Una ter­ri­f­i­cante sen­sazione di bellez­za. ll coltel­lo rap­p­re­sen­ta in prim­is l’ogget­to metafori­co a cui Hall dà una forte quan­to chiara con­no­tazione di evi­dente sig­ni­fi­ca­to sim­bol­i­co. L’ar­ma per eccel­len­za che ha accom­pa­g­na­to l’uo­mo lun­go tut­to il per­cor­so evo­lu­ti­vo rima­nen­do invari­a­ta nei sec­oli. Nonos­tante la sua sem­plic­ità, rap­p­re­sen­ta il per­fet­to mez­zo per uccidere, anche se essa stes­sa vit­ti­ma del­la mano del carnefice. Ogget­to di dife­sa ed attac­co, scel­to per cer­i­monie sac­ri­f­i­cali, diven­ta quin­di pro­tag­o­nista, pas­san­do da cor­po inan­i­ma­to a per­no sacrale. Nasce per la soprav­viven­za ma si evolve dis­tor­ta­mente qualo­ra uti­liz­za­to per lo ster­minio. Gesù in blue pug­nala­to (Blue stinger) dà vita alla serie di ceramiche che rac­con­tano il reg­no ani­male tra­di­to dal­l’uo­mo. Anche gli occhi di alcune delle crea­ture ricor­dano la scala cro­mat­i­ca del Gesù come ad iden­ti­fi­car­si nel­la sof­feren­za del loro cre­atore. Immo­bili osser­vano impas­si­bili atro­ci ingius­tizie. Il tut­to rap­p­re­sen­ta la per­ver­sione ed il male che spes­so si nascon­dono nel­la pro­fon­dità del­l’an­i­mo umano. L’arte viene quin­di inte­sa quale mez­zo di riscat­to dal pec­ca­to per ele­vare l’uomo, avvic­i­nan­do­lo alla per­fezione divina.

Queen Gallery RALPH 009Opere prodotte in ceram­i­ca, ter­raglia ten­era, rifi­nite a mano. La lavo­razione viene ese­gui­ta esclu­si­va­mente in Italia da per­son­ale alta­mente qual­i­fi­ca­to in cam­po artis­ti­co. Dopo la pri­ma rifini­tu­ra ven­gono cotte in forni spe­ciali a 1065° per ottenere il “bis­cot­to”. La dec­o­razione è effet­tua­ta con varie tec­niche come aero­grafo, pen­nel­lo, spug­natu­ra ed appli­cazione di smalti par­ti­co­lari. Alla fine ven­gono ver­ni­ciati con cristal­li­na e cot­ti nuo­va­mente a una tem­per­atu­ra di 995°.

Tut­ti i prodot­ti usati non con­tengono piom­bo o sostanze peri­colose per l’ambiente. queen.gallery@studioprince.it www.studioprince.it

lunedì — ven­erdì 15 — 18 o pre­vio appuntamento