Il Capitolium riapre le porte del tempo

09/04/2013 in Mostre
Di Luigi Del Pozzo

Bres­cia affronta il 2013 inda­gan­do il pre­sente par­tendo dal suo illus­tre pas­sato. Quel­lo di Brix­ia romana, cit­tà tra le più impor­tan­ti del­l’Im­pero, ma anche la suc­ces­si­va cap­i­tale lon­go­b­ar­da. Due epoche fon­da­men­tali riu­nite sim­boli­ca­mente nel­l’area intorno a San­ta Giu­lia, riconosci­u­ta nel 2011 dal­l’Unesco come pat­ri­mo­nio del­l’U­man­ità. Ed è pro­prio quest’area che nel 2013 ospiterà tre even­ti di asso­lu­ta eccezione: la ria­per­tu­ra del Capi­toli­um restau­ra­to e, pro­prio in San­ta Giu­lia, il prog­et­to NOVECENTO MAI VISTO che vede due impor­tan­ti mostre met­tere a con­fron­to una cele­bre collezione d’arte con­tem­po­ranea euro­pea, quel­la del­la Fon­dazione Daim­ler Mer­cedes, per il per­cor­so FROM ALBERS TO WARHOL TO (NOW), con il meglio dei maestri del XX sec­o­lo nelle collezioni pub­bliche e pri­vate di con­tem­po­ranei del­la cit­tà, per DA DE CHIRICO A CATTELANOLTRE.

A par­tire dall’8 mar­zo, infat­ti, la splen­di­da area arche­o­log­i­ca del Capi­toli­um, sim­bo­lo di for­tis­si­mo fas­ci­no, ver­rà ria­per­ta con un nuo­vo per­cor­so muse­ale, sia nel­l’alles­ti­men­to delle gran­di aule, sia nelle inno­v­a­tive modal­ità di comu­ni­cazione, frut­to delle più mod­erne tec­nolo­gie, con una instal­lazione mul­ti­me­di­ale a cura di Stu­dio Azzurro.

Per la pri­ma vol­ta in Italia, dopo Sin­ga­pore, Tokyo, San Pao­lo, Johan­nes­burg, una fra le collezioni d’arte con­tem­po­ranea più impor­tan­ti d’Eu­ropa, la DAIMLER ART COLLECTION, sceglie la cit­tà di Bres­cia, por­tan­do nel­la nos­tra cit­tà la grande mostra NOVECENTO MAI VISTO. From Albers to Warhol to (now) pre­sen­ta­ta da Mer­cedes Benz — Italy.

La collezione Daim­ler, cos­to­la artis­ti­ca del grande grup­po Mer­cedes Benz: trentac­inque anni, qua­si duemi­la opere di oltre set­te­cen­to artisti inter­nazion­ali. Oltre 200 opere in tour dal 2003, e nel 2013 pri­ma vol­ta in Italia, a Brescia.

Un per­cor­so di grande inter­esse, che spazia dai clas­si­ci del­l’Arte Astrat­ta, del Costrut­tivis­mo e del­l’Arte Conc­re­ta, alle ten­den­ze min­i­mal­iste e con­cettuali degli anni ’60 e ’70, fino ad arrivare ai giorni nos­tri e ai lavori su com­mis­sione ded­i­cati all’automobile.

In un per­cor­so espos­i­ti­vo inte­gra­to nel­lo splen­di­do sito Unesco di San­ta Giu­lia, in dial­o­go costante tra la sto­ria e l’og­gi, la pos­si­bil­ità di fare un viag­gio uni­co nel mon­do del­l’arte con­tem­po­ranea attra­ver­so alcu­ni dei peri­o­di artis­ti­ci più vision­ari e rappresentativi.

Un’­op­er­azione ques­ta che rilan­cia Bres­cia al con­tem­po­ra­neo, una cit­tà forte di una pre­sen­za di impor­tan­tis­sime collezioni pri­vate, nonché di una quan­to mai pres­ti­giosa rac­col­ta pubblica.

Collezioni che insieme daran­no vita alla mostra col­lat­erale, NOVECENTO MAI VISTO. Da de Chiri­co a Cat­te­lan e oltre. San­ta Giu­lia ritro­va, per lo spazio di ques­ta mostra, le opere che qui furono esposte dal 1964 al 1972, in quel­la che all’e­poca era la Gal­le­ria d’Arte Mod­er­na e Con­tem­po­ranea poi chiusa e trasferi­ta nei deposi­ti per las­cia­re spazio alle collezioni arche­o­logiche e medievali che han­no reso cele­bre il bresciano.

Un’oc­ca­sione per ammi­rare una rac­col­ta gius­ta­mente famosa, tra le mag­giori collezioni pub­bliche del set­tore in Italia, da 40 anni inac­ces­si­bile al pub­bli­co. Con un plus non sec­on­dario: la pro­pos­ta di altre opere di stra­or­di­nario inter­esse e spes­so inedite, con­cesse dalle notevoli collezioni pri­vate del­la città.