Depositate in municipio otto domande per la gestione dello storico edificio In lizza aziende di catering ma anche la Comunità del Garda

Villa Alba, banchetti o convegni

02/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gardone Riviera

Al comune di Gar­done Riv­iera sono arrivate sette-otto offerte riguardan­ti Vil­la Alba. Da parte di soci­età di cater­ing, di imp­rese impeg­nate nel cam­po del­la ris­torazione, del­la comu­ni­cazione o nel­l’or­ga­niz­zazione di con­gres­si. Anche la Comu­nità del Gar­da, come del resto annun­ci­a­to dal pres­i­dente Giuseppe Mongiel­lo, ha invi­a­to una let­tera. Altre, prob­a­bil­mente, giunger­an­no nei prossi­mi giorni. C’è infat­ti tem­po fino a ven­erdì 8 novem­bre per far conoscere la pro­pria «man­i­fes­tazione di inter­esse». Vil­la Alba, di pro­pri­età del munici­pio, fu costru­i­ta agli inizi del sec­o­lo dai Lan­gen­siepen, famiglia di facoltosi indus­tri­ali metalmec­ca­ni­ci tedeschi, pro­pri­etari (a Gar­done e a Gavar­do) di 70 mila metri quadri di vivai, che per­me­t­te­vano loro di esportare in Ger­ma­nia e in Aus­tria piante mediter­ra­nee, accli­matate sul Gar­da. Il mon­u­men­tale edi­fi­cio, sit­u­a­to in alto, su una scali­na­ta, avrebbe dovu­to essere ispi­ra­ta all’an­ti­ca Gre­cia, tan­to che il prog­et­tista, architet­to Shafer, fu manda­to ad Atene per appro­fondire la conoscen­za degli ordi­ni e dei mod­uli clas­si­ci. Ecco, quin­di, le colonne, le cari­a­ti­di, i fron­toni, le cor­ni­ci, il gia­rdi­no d’in­ver­no cop­er­to da un lucernario, il grup­po mar­moreo delle Gra­zie. Nel 1916, durante la pri­ma guer­ra mon­di­ale, le pro­pri­età dei tedeschi ven­nero req­ui­site, e la vil­la des­ti­na­ta all’al­log­gio di famiglie di profughi: giungevano da Limone, local­ità al con­fine col ter­ri­to­rio del­l’Im­pero aus­tro-ungari­co. Poi acquis­ta­ta dal­la Saf­fa (l’im­pre­sa di fiammiferi la uti­liz­za­va come colo­nia per i figli dei dipen­den­ti), è sta­ta suc­ces­si­va­mente ril­e­va­ta dal Comune, che vi ha ospi­ta­to per molti anni l’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero. Dopo alterne vicende, nel ’90 si è deciso di affi­dar­la in ges­tione alla Bagagli­no, per sedi­ci anni. quin­di fino al 31 dicem­bre 2005. Mario Bertel­li, il patron di orig­i­ni valsab­bine che ha cre­ato la Ital­case di Bedi­z­zole, i vil­lag­gi in Sardeg­na, a Cha­monix, Madon­na di Campiglio, ecc, si era impeg­na­to «a des­tinare il com­p­lesso ad attiv­ità con­gres­suale, in via pri­or­i­taria e preva­lente, da set­tem­bre a giug­no, e ad alle­stire (nel peri­o­do rima­nente) spet­ta­coli cul­tur­ali e artis­ti­ci, real­iz­zare una scuo­la di for­mazione per il per­son­ale gio­vane da avviare ver­so le nuove forme di ani­mazione tur­is­ti­ca, orga­niz­zare man­i­fes­tazioni attra­ver­so il gemel­lag­gio con Por­to Cer­vo, Venezia e Mar­bel­la, preparare pro­gram­mi tele­vi­sivi e di spet­ta­co­lo per con­to di reti Tv», trasfer­en­dovi inoltre da Milano la sede cen­trale del grup­po. Anzichè pagare l’af­fit­to di 45 mil­ioni annui, l’im­pren­di­tore avrebbe ese­gui­to una serie di lavori, quan­tifi­cati in 852 mil­ioni. Ma la Bagagli­no ha com­in­ci­a­to a perdere colpi, Bertel­li è fini­to in galera e il grup­po dichiara­to fal­li­to dal Tri­bunale. Lo scor­so dicem­bre Vil­la Alba è sta­ta sublo­ca­ta alla Pierre & Vacances — il grup­po francese leader europeo del tur­is­mo res­i­den­ziale — che, acquis­ta­ta la Val­tur, ha las­ci­a­to liberi i locali, trasfer­en­do altrove i dipen­den­ti. Che fare, quin­di, del­la strut­tura? Dopo averne dis­cus­so in con­siglio, il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani ha tenu­to un’assem­blea pub­bli­ca, ascoltan­do la popo­lazione. Dai dibat­ti­ti è emer­sa la volon­tà del comune di non gestire in pro­prio il com­p­lesso immo­bil­iare (due piani fuori ter­ra e uno sem­i­nter­ra­to, con una super­fi­cie cop­er­ta di 1297 mq. e una calpesta­bile di 2718, oltre a uno splen­di­do par­co di 19.380 mq.). «Vil­la Alba — ripete Baz­zani — potrà essere des­ti­na­ta alle seguen­ti attiv­ità di carat­tere terziario: meet­ing, con­veg­ni, con­ven­tion, sem­i­nari, ris­torazione, mostre, espo­sizioni e rasseg­ne di vario genere, spet­ta­coli teatrali e musi­cali, pranzi mat­ri­mo­ni­ali, sfi­late di moda, spazi muse­ali, uffi­ci di inter­esse pub­bli­co, ecc. Il con­ces­sion­ario dovrà effet­tuare la manuten­zione ordi­nar­ia del par­co e impeg­nar­si a met­tere a dis­po­sizione del comune i locali (a tito­lo gra­tu­ito, sal­vo rim­bor­so delle spese vive) per lo svol­gi­men­to di cinque man­i­fes­tazioni tur­is­ti­co-ricre­ati­vo-cul­tur­ali». Rac­colte entro l’8 novem­bre tutte «le man­i­fes­tazioni di inter­esse» (di per­sone fisiche, enti o asso­ci­azioni di impre­sa), il comune si ris­er­va, a pro­prio insin­da­ca­bile giudizio e sen­za obbli­go di moti­vazione, di pros­eguire la trat­ta­ti­va. In modo da scegliere la soluzione migliore, evi­tan­do tut­ti i prob­le­mi ges­tion­ali del pas­sato.