Il sindaco: «Annulliamo l’accordo». L’opposizione: «Situazione delicata, aspettiamo». Contratto non onorato: gestore e Comune davanti al giudice

Villa Alba, consiglio diviso

31/08/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nell’ultimo con­siglio comu­nale di Gar­done Riv­iera si è par­la­to anche di Vil­la Alba, tor­na­ta di nuo­vo nell’occhio del ciclone. L’edificio mon­u­men­tale, di pro­pri­età del Comune (1.297 metri quadri di super­fi­cie cop­er­ta, 2.718 calpesta­bile e un par­co pub­bli­co di 19.380 metri quadri), era sta­to affit­ta­to a un grup­po com­pos­to da quat­tro imp­rese: Altopala­to, srl ammin­is­tra­ta da Faus­to Zanardel­li, con sede a Rez­za­to (svolge servizi di cater­ing, orga­niz­za feste e rice­vi­men­ti in case pri­vate, cof­fèe break in aziende, cor­si di cuci­na) e che, in cit­tà, gestisce il negozio di gas­trono­mia-enote­ca Moro; Sacec­cav depu­razioni Sacede, di Desio (), una soci­età per azioni con cap­i­tale sociale di quat­tro mil­ioni e 160 mila euro, gui­da­ta da Mon­i­ca Casadei; ICM divi­sione Italia, una azien­da indi­vid­uale di Paler­mo; e Architet­ture infor­matiche srl di Desio. La cor­da­ta ave­va offer­to l’1% in più rispet­to al canone base, che era di 720 mila euro per l’in­tera dura­ta del­la locazione (otto anni, a par­tire dal 1 mag­gio 2003), così sud­di­visi: 60 mila per cias­cuno dei pri­mi due anni, 80 mila per i suc­ces­sivi, 100 mila per gli ulti­mi due, da cor­rispon­dere in rate trimes­trali antic­i­pate. L’impegno assun­to include­va anche l’arredamento dei locali, la manuten­zione ordi­nar­ia (con l’illuminazione ester­na del­lo scalone e delle fontane), la stip­u­la di una poliz­za assi­cu­ra­ti­va per even­tu­ali dan­ni a terzi o a beni, met­ten­do a dis­po­sizione la strut­tura dieci giorni all’anno per man­i­fes­tazioni tur­is­ti­co-ricre­ative. Vil­la Alba avrebbe potu­to essere des­ti­na­ta ad attiv­ità di carat­tere terziario: meet­ing, con­veg­ni, mostre e rasseg­ne di vario genere, spet­ta­coli teatrali e musi­cali, pranzi mat­ri­mo­ni­ali, sfi­late di moda, spazi muse­ali, uffi­ci di inter­esse pub­bli­co. Suc­ces­si­va­mente Altopala­to e Icm han­no abban­do­na­to, e a reg­gere le file è rimas­ta Sacec­cav. Ma i rap­por­ti col munici­pio sono diven­tati dif­fi­cili. Affit­ti non pagati, con­trasti sug­li inves­ti­men­ti da effet­tuare, finchè le par­ti han­no deciso di andare davan­ti al giu­dice del Tri­bunale. «Siamo venu­ti a conoscen­za del pro­ced­i­men­to giudiziario — ha det­to Anto­nio Fal­cinel­la, espo­nente di mino­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle Lib­ertà -. Vor­rem­mo conoscere le moti­vazioni del con­tenzioso: man­ca­ta cor­re­spon­sione del canone? dis­ac­cor­do in mer­i­to agli inter­ven­ti da eseguire?». Il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani ha spie­ga­to di «avere inizia­to la pro­ce­du­ra di dis­det­ta del con­trat­to, e chiesto il rim­bor­so dell’affitto. Loro si sono attac­cati al fat­to che il ter­re­mo­to del 24 novem­bre ha provo­ca­to l’inagibilità dei locali, a nos­tro avvi­so piut­tosto mod­es­ta. Nei prossi­mi giorni incon­tr­ere­mo gli avvo­cati di parte, allo scopo di trovare una soluzione». La mino­ran­za ha prefer­i­to con­ge­lare l’interrogazione pre­sen­ta­ta. «La ques­tione è estrema­mente del­i­ca­ta — ha det­to Fal­cinel­la -, e tut­ta in divenire. Al solo fine di non pre­cip­itare la cosa, inten­di­amo sospendere la dis­cus­sione. Ne ripar­lere­mo in un momen­to suc­ces­si­vo». Vil­la Alba non ha mai trova­to pace. All’inizio ospi­ta­va l’Istituto pro­fes­sion­ale alberghiero. Poi la scuo­la si è trasferi­ta nel nuo­vo edi­fi­cio, vici­no alle medie. E da quel momen­to sono iniziati i guai. La spa for­ma­ta dal Comune di Gar­done Riv­iera (col 51% del pac­chet­to azionario), da Salò, Toscolano Mader­no, Azien­da di sog­giorno e da alcu­ni pri­vati (col 49%), col com­pi­to di orga­niz­zare con­veg­ni, venne liq­ui­da­ta dopo qualche anno. Nel 1982 la coal­izione Psdi-Pci-Psi-indipen­den­ti (il sin­da­co era Egidio Arios­to, con la Dc di Aventi­no Frau in mino­ran­za) decise di affi­dare la ges­tione a una soci­età a respon­s­abil­ità lim­i­ta­ta, for­ma­ta dagli oper­a­tori eco­nomi­ci locali, con­ser­van­do all’ente pub­bli­co una pic­co­la quo­ta. Pres­i­dente: Rober­to Cipani, padre del­l’at­tuale sin­da­co di Salò. Ammin­is­tra­tore del­e­ga­to Gian­car­lo Gine­pro, di Tel­egar­da, che coi suoi stu­di occu­pa­va una parte del piano ter­ra. Ma in quat­tro anni si accu­mu­la­rono perdite per un centi­naio di mil­ioni di vec­chie lire. Così nel 1986 suben­trò la Nike di Milano e, nel ’90, la Bagagli­no, con un con­trat­to di affit­to che sarebbe scadu­to il 31 dicem­bre 2005 Dopo il crack finanziario del­la soci­età di Mario Bertel­li, il Comune ha affida­to Vil­la Alba a Sacec­cav, speran­do nel rilan­cio. Ma la situ­azione non è migliorata.

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