I progetti della Fondazione Bravi al centro di un summit con prefetto e questore. Nel «Rimbalzello» 18 mila metri cubi ad uso turistico

Villa Portesina? Hotel per vip

21/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Salò

Visi­ta-lam­po, ieri mat­ti­na, del Prefet­to (Anna­maria Can­cel­lieri) e del Que­store (Pao­lo Scarpis) alla Fon­dazione Bravi di Bar­bara­no, sit­u­a­ta vici­no al por­tic­ci­o­lo. Sono sta­ti accolti dai con­siglieri di ammin­is­trazione, dal sin­da­co di Salò Giampi­etro Cipani e dal coman­dante dei del­la com­pag­nia del­l’Al­to lago e del­la Valsab­bia, Luca Volpi. Un’oc­ca­sione per illus­trare le attiv­ità e le final­ità del­l’ente, i pro­gram­mi, i nodi da risol­vere. Oltre che di numerosi ter­reni e fab­bri­cati, la Fon­dazione è pro­pri­etaria (a S.Michele, in una splen­di­da posizione in col­li­na) di Casa Bravi, ex Vil­la Incan­to, dove ospi­ta una ses­san­ti­na di anziani. Le rette oscil­lano, per le camere sin­gole, da 28 a 33 euro al giorno; per le doppie da 17 a 25. Con la pos­si­bil­ità di sog­giorni per bre­vi peri­o­di (e impor­ti dif­feren­ziati sec­on­do i mesi). Molti dei proven­ti immo­bil­iari ven­gono investi­ti in ques­ta casa di riposo che, dopo la costruzione del­l’ala nuo­va nell’86, recen­te­mente è sta­ta ampli­a­ta e rin­no­va­ta. «Nel mese di dicem­bre, in Con­siglio regionale, inizierà la dis­cus­sione sul­la rifor­ma delle Ipab — ha det­to il pres­i­dente, Ric­car­do Pic­cioni -. Si andrà ver­so una pri­va­tiz­zazione degli enti, e una ges­tione più flessibile. Tut­to da vedere come saran­no nom­i­nati gli organ­is­mi interni. Per quan­to riguar­da la Fon­dazione Bravi, ci tro­vi­amo dinanzi a scelte di carat­tere strate­gi­co». E qui Pic­cioni ha ricorda­to la vil­la Portesina e il Rim­balzel­lo. La pri­ma è in ter­ri­to­rio di San Felice del Bena­co. Ai tem­pi del­la Repub­bli­ca sociale di Ben­i­to Mus­soli­ni (Rsi), fu uti­liz­za­ta come abitazione da Ser­afi­no Maz­zoli­ni, Sot­toseg­re­tario agli Esteri (il min­istro ero lo stes­so Duce). Esistono anco­ra le foto delle vis­ite effet­tuate del­l’am­bas­ci­a­tore giap­ponese Sci­u­rukuro Hida­ka. Suc­ces­si­va­mente è sta­ta adibi­ta (con l’am­pio par­co) a campeg­gio. Cinque anni fa la rot­tura col gestore. «Ora sti­amo definen­do la causa — con­tin­ua il pres­i­dente -. Abbi­amo nom­i­na­to un con­sulente per la per­izia d’uf­fi­cio. Il ter­reno è sta­to mas­sacra­to coi bun­ga­lows. Ogni tan­to arriva­vano i ladri, forse attrac­ca­vano diret­ta­mente dal lago. Tan­to che una stat­ua la teni­amo qui, in uffi­cio». E mostra una dea di mar­mo, appog­gia­ta alla parete. «La nos­tra idea — riprende — è di trasfor­mare vil­la Portesina in un alber­go ad alto liv­el­lo, di 20–30 stanze, da uti­liz­zare per meet­ing e con­veg­ni». Un po’ come suc­ces­so a Gargnano per vil­la Fel­trinel­li, acquis­ta­ta dal­l’amer­i­cano Burns che, spenden­do la bellez­za di 80 mil­iar­di di vec­chie lire (tra prez­zo d’ac­quis­to, ristrut­turazione e rin­no­vo com­ple­to degli arre­di), l’ha trasfor­ma­ta in un aut­en­ti­co gioiel­lo: un hotel per ric­coni (a dire il vero, la chia­mano «home feel­ing»), dato che le tar­iffe delle camere oscil­lano tra i 1.200 e i 1.800 euro a notte, com­pre­sa la colazione. «Abbi­amo affida­to l’in­car­i­co del­la prog­et­tazione all’ar­chitet­to Feif­fer e inizia­to i con­tat­ti col munici­pio di S.Felice — aggiunge Pic­cioni -. Purtrop­po esistono numerosi vin­coli». Cesare Feif­fer, veneziano di Cannareg­gio, pro­fes­sore uni­ver­si­tario, è lo stes­so che con Francesco Gius­tac­chi­ni e Pao­la Ronchi sta ulti­man­do il lus­su­oso recu­pero del­la casi­na Valene, a Cunet­tone di Salò. Per quan­to riguar­da il Rim­balzel­lo, ottenu­ta la rescis­sione del con­trat­to col grup­po-Notar­ni­co­la, si sta trat­tan­do con nuovi oper­a­tori (pro­prio mart­edì Bres­ciaog­gi ha pub­bli­ca­to il gri­do di dolore del Ten­nis club, sub­con­dut­tore, invi­ta­to a las­cia­re liberi i cinque campi in ter­ra rossa entro il 31 mar­zo). «La Fon­dazione — ricor­da il pres­i­dente — dispone di numerosi avvo­cati, viste le numerose cause. L’ul­ti­ma, nei con­fron­ti degli ex gestori, ha nuo­ci­u­to a tut­ti. Noi dob­bi­amo gestire il pat­ri­mo­nio in maniera ocu­la­ta». Il Piano rego­la­tore di Salò con­sente, per il futuro, un nuo­va vol­ume­tria di 18 mila metri cubi, di carat­tere «tur­is­ti­co-ricetti­vo». «A decidere saran­no il comune e la Soprint­en­den­za, dopo avere tenu­to in con­sid­er­azione i vin­coli idro­ge­o­logi­ci e le fasce di rispet­to — spie­ga Pic­cioni -. La Fon­dazione ha già subito numerosi espro­pri, e ora vuole real­iz­zare qual­cosa». A Gar­done Riv­iera si è vista togliere 23 mila mq. per costru­ire le scuole medie e l’Is­ti­tu­to alberghiero Cate­ri­na de’ Medici, poi 80 mila des­ti­nati a gia­r­di­ni pub­bli­ci, ecc. E adesso chiede una con­tropar­ti­ta, «nel rispet­to del­l’am­bi­ente e del verde». Dopo il pran­zo al Lau­rin, Prefet­to e Que­store sono andati al capez­za­le del­la Marzotto.

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