«Se supero l’intervento vado a Roma a piedi». Un voto fatto dal letto dell’ospedale e assolto nell’anno del Giubileo

Vince la malattia e va a piedi a Roma

29/07/2000 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

«Se supero l’intervento vado a Roma a pie­di». Un voto fat­to dal let­to dell’ospedale e assolto nell’anno del Giu­bileo. Lo scor­so anno Ser­gio Vel­li­ni, artista del pen­nel­lo e del­la ceram­i­ca con ate­lier in bor­go Garibal­di, a ses­san­tan­ni viene ricov­er­a­to per gravi dis­tur­bi alla prosta­ta. A un pri­mo inter­ven­to ne segue un sec­on­do con l’asportazione di due tumori malig­ni. «Oper­azione rius­ci­ta », fa pre­sente Vel­li­ni ‚« gra­zie alla per­izia e alla pro­fes­sion­al­ità del prof. Lui­gi Comu­nale e del­la sua equipe di urolo­gia di bor­go Tren­to». Una vol­ta super­a­to il lun­go peri­o­do delle radioter­apie inten­sive e rimes­so nel fisi­co, Vel­li­ni non dimen­ti­ca la promes­sa. Zaino in spal­la, da solo, si mette in mar­cia sul­la trac­cia del­la via «Fran­ci­ge­na» o «Cam­mi­no del Pel­le­gri­no», riscop­er­to dall’associazione Gio­vane Mon­tagna di Verona. Da Man­to­va a Mod­e­na, a Pavul­lo del Frig­nano per poi attra­ver­sare il par­co dell’Alto Appen­ni­no mod­e­nese sul­la stra­da da Fanano a Pis­toia. «Molte le tes­ti­mo­ni­anze del­la gente che ho incon­tra­to », ammette il pel­le­gri­no mod­er­no ‚« che mi han­no affida­to preghiere, ogget­ti, immag­i­ni sacre da portare a Roma. Attra­ver­so un’Italia mag­nifi­ca , dimen­ti­ca­ta dal traf­fi­co, ma viva, col­ma di pre­mure e gen­erosa». Un viag­gio che Vel­li­ni pros­egue per Vin­ci, Empoli, Cer­tal­do, Mon­terig­gioni, Siena, Buon­con­ven­to, Mon­tal­ci­no, San Quiri­co d’Oroia, Vig­no­li Bag­ni, Ter­ra Radi­co­fani, sem­pre da solo. «Una soli­tu­dine prova­ta che ti matu­ra molto, avvic­i­na, ogni chilometro fat­to, sem­pre più all’incontro inti­mo con Dio. Ti pone in dis­cus­sione con­tin­ua, ti aiu­ta a capire e con­frontar­ti con le diver­sità. Nel­lo stes­so tem­po diven­ta arric­chi­men­to spir­i­tuale dato che l’uomo ha per vocazione ances­trale il cam­minare, lo sco­prire, il viag­gia­re». Un pel­le­gri­no che dosa le forze, vis­to che è par­ti­to in non anco­ra per­fette con­dizioni fisiche in quan­to prova­to dalle ter­apie: che si mantiene in con­tat­to quo­tid­i­ano, con­siglian­dosi, con l’ambulatorio del Day Hos­pi­tal di bor­go Tren­to e con il pro­prio medico per­son­ale il dott. Benati di , ai quali invia infini­ti ringrazi­a­men­ti. Un pel­le­gri­no del nos­tro tem­po che dorme qua­si sem­pre in alberghi, si sostiene con prodot­ti ener­geti­ci e che si serve delle per alleg­gerire il pro­prio zaino man­dan­do a casa tut­to ciò che nel viag­gio diven­ta di peso: il sac­co a pelo e le scarpe pesan­ti una vol­ta servite per super­are i 2000 metri di quo­ta e le zone innevate degli Appen­ni­ni; gli indu­men­ti pesan­ti e la biancheria usa­ta. Final­mente, dopo 15 giorni una vol­ta super­a­ta Bolse­na, Mon­te­fi­as­cone, Viter­bo, lago di Vico, Mon­ti Cimi­ni, Sutri e il lago di Brac­ciano, la cap­i­tale, con la sor­pre­sa una vol­ta arriva­to in S. Pietro di essere fer­ma­to e con­trol­la­to. «La pau­ra di atten­tati è forte, per questo ti vuotano lo zaino». Viag­gio che Vel­li­ni tornerà a riper­cor­rere il prossi­mo anno pos­si­bil­mente in com­pag­nia. «Per pot­er con­tin­uare a dare con ques­ta mia tes­ti­mo­ni­an­za un po’ di fidu­cia a quan­ti stan­no sof­fren­do e lot­tan­do con­tro il male; da com­bat­tere anche con il cor­ag­gio e la volon­tà e con l’aiuto del cielo».

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