Esperti a confronto a Puegnago sul futuro dell’extravergine dei laghi lombardi di fronte alla globalizzazione dei mercati

Vinceranno gli oli con forte personalità

11/09/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Elisabetta Nicoli

Esaltare le dif­feren­ze, per con­quistare spazi nel mer­ca­to glob­ale. Su ques­ta lin­ea si muovono gli olivi­coltori lom­bar­di, impeg­nati a val­oriz­zare le tipic­ità del loro set­tore di nic­chia. Il mer­ca­to è ricetti­vo e sem­pre più ampio, le vari­età locali riscop­erte e miglio­rate per­me­t­tono di offrire al con­suma­tore pro­fu­mi, sapori ed ele­men­ti nutri­tivi ben carat­ter­iz­za­ti. L’hanno con­fer­ma­to gli inter­ven­ti delle autorità in mate­ria, nel cor­so del con­veg­no che ha affol­la­to la sala con­sil­iare del munici­pio di Pueg­na­go in occa­sione del­la venti­noves­i­ma edi­zione del­la Fiera. «Il caso dell’olio extravergine di oli­va del Gar­da bres­ciano e dei Laghi lom­bar­di»: questo il tema introdot­to dal sin­da­co e dal pres­i­dente dell’Associazione inter­provin­ciale dei pro­dut­tori olivi­coli lom­bar­di, Sil­vano Zanel­li. Delle 550mila piante cen­site nel­la nos­tra regione su 3.700 ettari di oliveti, 480mila si trovano nel­la provin­cia di Bres­cia. I 2.800 iscrit­ti all’Aipol rap­p­re­sen­tano il 90 per cen­to del set­tore, che pro­duce medi­a­mente 5.000 quin­tali di olio in un anno, per metà a Denom­i­nazione d’origine pro­tet­ta. Le vari­età tipiche rien­tra­no nel lavoro di map­patu­ra che il Coi, Con­siglio ole­i­co­lo inter­nazionale cre­ato dall’Onu, sta met­ten­do a pun­to con il coin­vol­gi­men­to di 18 Pae­si dell’area mediter­ranea. Ne sono state per ora indi­vid­u­ate 198 in Italia, 313 in Europa, stu­dian­do le rispet­tive carat­ter­is­tiche sul­la base di 32 carat­teri dis­tin­tivi. Il capo servizio prog­et­ti del Coi, Francesco Ser­afi­ni, ha par­la­to dell’attività dei cen­tri e delle «collezioni» che si stan­no alles­ten­do per con­ser­vare le diverse cul­ti­var. Dagli incro­ci si pos­sono ottenere miglio­ra­men­ti geneti­ci e nuove vari­età, per una più rap­i­da fior­it­u­ra e una miglior resa in olio: il diret­tore del­la sezione olivi­coltura del Cnr di Peru­gia, Giuseppe Fontanaz­za, ha al suo atti­vo impor­tan­ti risul­tati che trovano appli­cazioni anche in aree lon­tane del mon­do men­tre in Italia, come in altri Pae­si di anti­ca tradizione olivi­co­la, si scon­ta anco­ra una cer­ta pre­ven­zione nei con­fron­ti delle novità. Tec­niche sofisti­cate per­me­t­tono di cogliere le carat­ter­is­tiche degli oli di diver­sa prove­nien­za: la riso­nan­za mag­net­i­ca nucleare e le elab­o­razioni sta­tis­tiche han­no già mes­so in evi­den­za (negli stu­di del Cnr di , rap­p­re­sen­ta­to da Rober­to Con­son­ni) sig­ni­fica­tive dif­feren­ze tra gli oli del Gar­da Occi­den­tale e Ori­en­tale e pecu­liar­ità del­la pro­duzione Dop del lago d’Iseo. Il mer­ca­to è in evoluzione, le impor­tazioni Usa sono cresciute in dieci anni da 15mila a 240mila ton­nel­late e i Pae­si europei si dimostra­no ricettivi. Il pres­i­dente regionale del­la , Nino Ande­na, ha par­la­to dell’importanza del­la pro­mozione, nel cor­so del con­veg­no che si è con­clu­so con la con­seg­na del pre­mio inter­nazionale «Oli­vo d’oro» al pro­fes­sor Fontanaz­za. Nel­la pros­e­cuzione del­la ser­a­ta, in abbina­men­to ai piat­ti preparati dal­lo chef , è sta­to pos­si­bile degustare oli monocul­ti­var scelti ed illus­trati dagli assag­gia­tori dell’Aipol. Dal Gar­da ci si spos­ta alla Fran­ci­a­cor­ta con un’altra man­i­fes­tazione in tema: «Sapor d’olio», mostra-mer­ca­to del prodot­to ital­iano Dop di qual­ità, è in cal­en­dario dal 24 al 26 set­tem­bre all’Abbazia Olive­tana di Roden­go Saiano.