Marinai, Profeti e Balene

Vinicio Capossela

Di Luca Delpozzo

  Il Mare: mitolo­gia, can­zone di ges­ta, sim­bo­lo del fato, sfi­da al des­ti­no, sce­nario di pas­sioni umane, organ­is­mo vivente, acquario abissale, spet­tri, pre­sa­gi, voci di mari­nai, ura­gani, naufra­gi… I temi esisten­ziali del­la grande let­ter­atu­ra di mare sono qui evo­cati da una com­p­lessa architet­tura musi­cale, da arran­gia­men­ti che sono una vera e pro­pria colon­na sono­ra del­l’im­mag­i­nazione e dal­l’a­s­ciut­tez­za atavi­ca del­la musi­ca cretese. Molti e insoli­ti sono gli stru­men­ti uti­liz­za­ti: le per­cus­sioni indone­siane game­lan, la vio­la d’amore baroc­ca, il san­tur, le onde Martenot, il theremin, la sega musi­cale, l’on­di­o­line. A sosteg­no del­la voce, una grande vari­età di cori: da ciur­ma (i cosid­det­ti Drunk Sailors), di voci bianche (Miti­ci Angi­o­let­ti), ances­trali (come quel­li di Vale­ria Pil­ia e le donne sarde di Actores Ali­dos), clas­si­ci (il Coro degli Apoc­ri­fi, una for­mazione di 16 ele­men­ti) e anni Trenta con “spe­cial guest” le Sorelle Marinet­ti.