La zona di produzione a cavallo fra due regioni, orgoglio gardesano dalla storia millenaria Il mondo enologico ci regala un’altra delle sue inestimabili perle, il Lugana.

Vinitaly 2005. Lugana: passione del vino, tradizione di una terra.

Di Luca Delpozzo

Questo è lega­to in modo inscindibile alla zona DOC di prove­nien­za, la Lugana, quel­la pic­co­la e preziosa regione adi­a­cente alla spon­da merid­ionale del che abbrac­cia il comune veronese di Peschiera del Gar­da e quel­li bres­ciani di Sirmione, Desen­zano del Gar­da, Poz­zolen­go e Lona­to. Un baci­no lom­bar­do – vene­to che si disp­ie­ga in un susseguir­si di vigne e alberghi, can­tine e res­i­dence. E pen­sare che un tem­po c’era sola­mente la Sel­va Lucana, una fores­ta acquitri­nosa popo­la­ta da cinghiali, cervi e dai­ni. Quan­do si degus­ta un Lugana si apprez­za imme­di­ata­mente il pre­gio del vino e si riconoscono le mer­av­iglie del ter­ri­to­rio di prove­nien­za, dove il ter­reno, influen­za­to dal­la remo­ta orig­ine moreni­ca, è cos­ti­tu­ito da una var­ie­ga­ta com­bi­nazione di argilla preva­len­te­mente cal­carea, ric­ca di sali min­er­ali. “Un rosso mascher­a­to da bian­co — come lo definisce il gior­nal­ista – in cui l’evidenza del­la fem­minea fra­gran­za del bian­co nasconde in sé il carat­tere e la vir­ile strut­tura del rosso”. Approc­cia­r­si a un vino Lugana sig­nifi­ca riper­cor­rere la sto­ria di una ter­ra, vuol dire bere la pri­ma DOC reg­is­tra­ta in Lom­bar­dia e tra le prim­is­sime in Italia, che rib­adisce a ogni sor­so tut­ta la sua iden­tità derivante dal “Tur­biana”, il vit­ig­no che lo carat­ter­iz­za. Il Lugana van­ta infat­ti il pri­ma­to di essere iden­ti­fi­ca­to da questo anti­co e par­ti­co­lare Tur­biana selezion­a­to nei sec­oli dai vig­naioli locali, un biotipo di Treb­biano che recen­te­mente l’ degli Stu­di di ha dichiara­to esclu­si­vo di ques­ta zona di produzione.Vini bianchi DOC, i Lugana, di grande sapid­ità, strut­tura, schi­et­tez­za, dove l’armonia dei pro­fu­mi e le tonal­ità, bril­lan­ti paglier­ine con sfu­ma­ture ver­dog­nole o rif­lessi dorati, si fon­dono insieme e rapis­cono per inten­sità e carat­tere. “Bevi il tuo Lugana gio­vane e godrai del­la sua fres­chez­za. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la com­pletez­za. Bevilo decenne, sarai stu­pe­fat­to del­la­com­pos­ta autorev­olez­za”, così l’esperto Lui­gi Veronel­li definisce questo vino eccezionale, sot­to­lin­e­an­done la par­ti­co­lare longevità, qual­ità preziosa nei bianchi. Con­tin­ua dichiaran­do come “i Lugana, cosa rara nei vini, han­no una stra­or­di­nar­ia capac­ità di far­si riconoscere. Tu assag­gi un Lugana e, se sei un buon assag­gia­tore, non puoi dimen­ti­car­lo”. I vini Lugana ven­gono prodot­ti in tre tipolo­gie: Lugana, Lugana Supe­ri­ore, affi­na­to almeno un anno e Lugana Spumante, ottenu­to con meto­do Clas­si­co o Char­mat. E’ stra­biliante come questi vini ries­cano ad essere fruibili in ogni situazione…stuzzicanti come aper­i­tivi, pregevoli sug­li antipasti all’italiana e des­ti­nati a mat­ri­mo­nio d’amore con il pesce di lago, abbinati a pietanze ele­gan­ti e del­i­cate di ogni genere, dai for­mag­gi dol­ci agli insac­cati. A par­tire dagli anni ’70 il Lugana ha grad­ual­mente vis­to crescere la pro­pria vis­i­bil­ità in terre via via sem­pre più lon­tane dal Gar­da natio, fino a diventare uno dei sim­boli stes­si del panora­ma bian­chista d’Italia.Oggi il , con sede a Sirmione, svolge l’importante com­pi­to di sal­va­guardare la preziosa iden­tità di questo prodot­to eno­logi­co e si adopera affinché se ne val­orizzi il vero carat­tere, la reale per­son­al­ità, l’unicità. Il con­trol­lo sull’attività delle cir­ca cen­to can­tine con­sorzi­ate, si fonde con l’accurata selezione dei mezzi di comu­ni­cazione da uti­liz­zare e delle man­i­fes­tazioni fieris­tiche cui aderire, in un unicum di attiv­ità por­tate avan­ti ogni giorno con grande pro­fes­sion­al­ità e pas­sione. Non potrebbe essere altri­men­ti. Par­lare di Lugana oggi sig­nifi­ca rap­p­re­sentare una ter­ra can­ta­ta già nel I sec. a.C. dal poeta , vuol dire rap­p­re­sentare un vino anti­co e uni­co, val­oriz­zare e ren­dere onore al lavoro di un’intera comunità.