Un viaggio nel tempo attraverso abiti e accessori dalla fine dell'ottocento fino agli anni '80 del novecento

«Vintage» primavera-estate la proposta dei Musei Mazzucchelli

Di Luca Delpozzo

Dopo l’eccellente suc­ces­so riscon­tra­to in occa­sione del­la pri­ma edi­zione “autun­no-inver­no” del “Fes­ti­val del ” che si è tenu­ta lo scor­so set­tem­bre, l’appuntamento ritor­na a grande richiesta.La nuo­va edi­zione è com­in­ci­a­ta ieri e pros­eguirà fino a domani nelle sale dei a Ciliv­erghe di Mazzano.La man­i­fes­tazione ha trova­to spazio negli oltre 800 metri qua­drati di gal­lerie del­la splen­di­da sede neo-pal­la­di­ana dove ha pre­so vita l’edi­zione pri­mav­era-estate del Fes­ti­val del Vintage.Si trat­ta di tre gior­nate intera­mente ded­i­cate alla moda, ai collezion­isti, agli appas­sion­ati, agli oper­a­tori del set­tore, real­iz­zate in col­lab­o­razione con “No Logo”, con il patrocinio di “ — Cul­ture, iden­tità e autonomie”, Provin­cia di Bres­cia, Comune di Maz­zano, Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia e con il sosteg­no di Wasabi.Sono oltre una venti­na gli espos­i­tori, riconosciu­ti a liv­el­lo inter­nazionale, che — con scenografie e ambi­en­tazioni ad hoc per gli abiti d’e­poca — pre­sen­ter­an­no le tante curiosità del mon­do Vin­tage. Tra di essi fig­u­ra­no i nomi dei più noti archivi spe­cial­iz­za­ti ital­iani, fonte d’ispi­razione per diver­si stilisti con­tem­po­ranei e appas­sion­ati di moda, quali Tara Vin­tage, Art House, No Logo, Shab­by Chic, Offic­i­na Vin­tage di Firen­ze, Lamù Vin­tage, Arca­dia, Eclater.Non si trat­ta dunque del­la soli­ta mostra-mer­ca­to, ma di un’oc­ca­sione per ammi­rare e acquistare una selezion­atis­si­ma rosa di arti­coli da viag­gio, bauli, cap­pel­li e bas­toni da passeg­gio, bijoux e acces­sori, pas­samaner­ie, bot­toni e occhiali dagli anni Ven­ti-Trenta sino agli anni Ottan­ta, sen­za dimen­ti­care l’ab­biglia­men­to uomo e don­na dei più impor­tan­ti marchi degli anni Cinquan­ta e il vin­tage di ricer­ca etni­co-trib­ale degli anni ’60-’80.Il tut­to è in lin­ea con la Fon­dazione che accoglie l’inizia­ti­va e che ospi­ta al suo inter­no il Museo del­la Moda e del Cos­tume con collezioni per­ma­nen­ti di abiti antichi e acces­sori e un’in­ten­sa pro­gram­mazione espos­i­ti­va a cura di Mas­si­m­il­iano Capel­la, stori­co del­la moda e del cos­tume e diret­tore artis­ti­co dei Musei. Ad affi­an­care l’ap­pun­ta­men­to, infat­ti, la mostra “Alta Moda”, con stra­or­di­nari pezzi dal­l’archiv­io pri­va­to di Patrizia Fis­sore, affer­ma­ta stilista di biancheria inti­ma e cos­tu­mi da bag­no — sul­la scia del­la tradizione di famiglia che fondò la Faber, azien­da leader del mer­ca­to per decen­ni, con il suo mem­o­ra­bile e spir­i­toso mar­chio dis­eg­na­to da Arman­do Tes­ta — e collezion­ista di abiti di altissi­mo liv­el­lo, che priv­i­le­giano la biancheria: guêpières e reg­giseni, mutan­dine di piz­zo, ma anche calze, sete e pizzi; oltre a cap­pelli­ni incred­i­bili, acces­sori e alcu­ni abiti da sera deg­ni di un museo.L’esposizione, che si ter­rà fino al 12 set­tem­bre, apre con un cor­pino di Charles Worth del 1890 e si chi­ude con degli abiti di Gian­ni Ver­sace dis­eg­nati negli anni Ottan­ta. Tappe salien­ti di un per­cor­so espos­i­ti­vo, che doc­u­men­ta qua­si un sec­o­lo di sto­ria del­la moda, sono i preziosi abiti di Mar­i­ano For­tuny, i charleston degli anni Ven­ti, gli ele­gan­tis­si­mi abiti da sera di Mag­gy Rouff, Chris­t­ian Dior e Pierre Bal­main, e la moda da giorno di Chanel, Balen­ci­a­ga ed Emilio Pucci.Nella prece­dente edi­zione del “Fes­ti­val del Vin­tage” i vis­i­ta­tori han­no super­a­to quo­ta 3.000, il numero da bat­tere.