Resta in sospeso la formula giuridica dell’ente. La visita dell’assessore Albertoni non scioglie i dubbi. Sulla privatizzazione tutto tace. La Regione: «Riconvocheremo le parti»

Vittoriale, il futuro è un’ipotesi

22/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il futuro del Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera (200mila vis­i­ta­tori all’an­no) è anco­ra in alto mare, anche se l’asses­sore regionale alla cul­tura Ettore Alber­toni, in visi­ta sul , con­fer­ma di vol­er con­vo­care le par­ti «entro un paio di mesi, al mas­si­mo». Sul tavo­lo res­ta un dilem­ma: pri­va­tiz­zazione, o mod­i­fi­ca del­lo statu­to in altre forme a con­trol­lo pub­bli­co. Dal­la riu­nione di luglio per «l’e­same con­clu­si­vo e urgente del­la situ­azione giuridi­ca del­la Fon­dazione del Vit­to­ri­ale» uscirono risposte inter­locu­to­rie. Alber­toni portò le osser­vazioni del­l’uf­fi­cio legale del Pirellone, e se ne andò dan­do l’ar­rived­er­ci a set­tem­bre. Gli espo­nen­ti del­l’ di Bres­cia (San­dro Fontana), del­la Provin­cia (Rober­to De Giuli), i sin­daci di Salò () e Gar­done Riv­iera (Alessan­dro Baz­zani), il soprint­en­dente per i beni ambi­en­tali e architet­toni­ci (Luca Rinal­di), i pres­i­den­ti del Vit­to­ri­ale (Anna­maria Andreoli), del­la Cam­era di Com­mer­cio () e del­l’Apt (Car­lo Zani) rimasero con un pal­mo di naso. «Sti­amo anco­ra aspet­tan­do — ha dichiara­to il sin­da­co Baz­zani, in con­siglio comu­nale-. Il Vit­to­ri­ale è una bar­ca che rischia di andare a fon­do». Gli ha fat­to eco Alfre­do Man­ti­ca, sot­toseg­re­tario agli Esteri e, a Gar­done Riv­iera, espo­nente di mino­ran­za: «È tut­to con­ge­la­to. L’ho ver­i­fi­ca­to a Roma». Il nodo da risol­vere è lega­to alla legge 59 del ’97 e al decre­to 419 del ’99 che imponevano una dras­ti­ca mod­i­fi­ca nel­la ges­tione dei gran­di com­p­lessi muse­ali, allo scopo di evitare il ris­chio di dover tap­pare i rischi di even­tu­ali perdite di eser­cizio. Da qui la neces­sità di una pri­va­tiz­zazione oppure di una trasfor­mazione in strut­tura sci­en­tifi­ca o una fusione con altri enti, pur man­te­nen­do la pro­pri­età allo Sta­to. L’e­len­co min­is­te­ri­ale ne com­pren­de­va 28: gli Isti­tu­ti di stu­dio ver­diani, ger­mani­ci, giuridi­ci, di arche­olo­gia e sto­ria del­l’arte, sul­l’al­to medio­e­vo, sul rinasci­men­to, di numis­mat­i­ca, di sto­ria del­la musi­ca, «Casa Ori­ani», «Casa Buonar­roti», «Domus mazz­ini­ana», l’Er­bario trop­i­cale di Firen­ze, eccetera. Per alcu­ni di questi l’istrut­to­ria è sta­ta com­ple­ta­ta, e il pres­i­dente del con­siglio dei min­istri (Sil­vio Berlus­coni), tramite Fran­co Frat­ti­ni, ha deciso di pri­va­tiz­zarli. Stra­da scelta anche dal con­siglio di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale (è una Fon­dazione con­trol­la­ta dal Min­is­tero dei Beni cul­tur­ali, e gli utili sono rein­vesti­ti in lavori di restau­ro: la Nave Puglia, lo spazio ded­i­ca­to alla guer­ra, l’ex hotel Wash­ing­ton, il teatro, i gia­r­di­ni eccetera), for­ma­to da ben 17 per­sone, fra cui espo­nen­ti del­l’Ac­cad­e­mia nazionale dei Lin­cei, dei Beni archivis­ti­ci di , del Min­is­tero delle Finanze, del Tesoro, del­la Pub­bli­ca istruzione, i sin­daci di Salò e Gar­done, il pres­i­dente del­l’Apt e quel­lo del­la Cam­era di com­mer­cio. Per ren­dere più snel­lo il fun­zion­a­men­to, si è quin­di pre­dis­pos­to un nuo­vo statu­to, riducen­do il numero dei com­po­nen­ti. Ma sul­l’al­tro ver­sante c’è sta­to l’in­ter­ven­to del­l’U­ni­ver­sità di Bres­cia, che intende acquisire il Vit­to­ri­ale, por­tan­do avan­ti la soluzione del­la trasfor­mazione in strut­tura sci­en­tifi­ca. Lo «scon­tro» ha por­ta­to anche a un ricor­so al Tar. Negli ulti­mi mesi è emer­sa l’indi­cazione di stu­di­are una soluzione capace di rac­cogliere le risorse e le sin­ergie delle isti­tuzioni locali, del mece­natismo pri­va­to, dei fon­di eti­ci, sen­za trascu­rare l’even­tuale appor­to del­l’U­ni­ver­sità. «Di fronte a una situ­azione di stal­lo, sono sta­to chiam­a­to ad occu­parmene — com­men­ta Alber­toni, nel cor­so del­la sua visi­ta sul lago-. Ho aper­to una tavo­lo di lavoro, e inter­pel­la­to i legali del­la Regione. C’è incertez­za sul­l’in­ter­pre­tazione delle norme. I pareri non sono uni­vo­ci». «Il Vit­to­ri­ale — osser­va l’assessore regionale — svolge una plu­ral­ità di fun­zioni. Da una parte accoglie migli­a­ia di vis­i­ta­tori, che ven­gono a vedere la casa di Gabriele D’An­nun­zio. Dal­l’al­tra orga­niz­za gli spet­ta­coli del­la sta­gione esti­va, ospi­ta dibat­ti­ti di stu­diosi, tiene i rap­por­ti con le scuole eccetera. Io vor­rei trovare una soluzione mista, riconoscen­do insom­ma che la strut­tura è un pat­ri­mo­nio del Gar­da (sal­va­guardan­do quin­di gli inter­es­si degli enti locali) ma, al tem­po stes­so, che si trat­ta di un polo cul­tur­ale, e l’U­ni­ver­sità può val­oriz­zarne ulte­ri­or­mente la ricer­ca. Adesso inten­do ascoltare altri giuristi. Ma vi assi­curo che, entro un paio di mesi al mas­si­mo, ricon­vocherò le parti».