A Dolcè e Brentino Belluno è entrato in azione il comitato per il distacco dalla Regione Veneto. Castelletti: «Oggi siamo penalizzati anche nella viticoltura»

Voglia di autonomia e Trentino

04/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giancarla Gallo

«Dol­cè e Brenti­no come il Trenti­no». Questo lo slo­gan del comi­ta­to che pro­pone una dis­cus­sione polit­i­ca sul riconosci­men­to ai Comu­ni del­la Val­dadi­ge veronese degli stes­si diritti,che han­no i Comu­ni del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to. Insom­ma, come dire meglio sot­to Trento.Da mesi si dis­cute in zona dell’argomento, dopo i prece­den­ti di altri pae­si dell’altopiano di Asi­a­go. «Se ne par­la ora come in pas­sato», con­fer­ma il con­sigliere comu­nale del­la Lega Nord Ivan Castel­let­ti, prin­ci­pale pro­mo­tore del comi­ta­to, «per­ché qui si avverte chiara­mente la dif­feren­za tra le due Regioni». L’effetto domi­no sem­bra dunque inizia­to. «Cer­ta­mente non bas­ta che ci sia un con­fine comune per chiedere l’annessione al Trenti­no», dice Castel­let­ti, «i Comu­ni devono avere carat­ter­is­tiche pre­cise, fis­sate dal­la legge. Alla base del­la nos­tra inizia­ti­va c’è una grande ingius­tizia; i cit­ta­di­ni di Dol­cè, su un imponi­bile di 23 mil­ioni, pagano sei mil­ioni di tasse e vedono ritor­nati al Comune, attra­ver­so trasfer­i­men­ti dal­lo Sta­to e get­ti­to Irpef, 700 mila euro».«Il prob­le­ma di Dol­cè», pros­egue Castel­let­ti, «che si tro­va nel­la ter­ra di mez­zo, non è solo la grande dis­par­ità nei trasfer­i­men­ti statali tra Vene­to e Trenti­no, ma anche la dif­fi­cile con­cor­ren­za tra le due economie». Castel­let­ti, che è anche vicepres­i­dente del­la can­ti­na sociale Val­dadi­ge, sot­to­lin­ea che pro­prio nel set­tore del è emer­sa più che mai la con­cor­ren­za con il Trenti­no. «A pochi chilometri di dis­tan­za le uve e il vino han­no mag­giore val­ore com­mer­ciale, questo ha por­ta­to molti agri­coltori di queste zone a trasferir­si in coop­er­a­tive tren­tine. Altro prob­le­ma è la con­cor­ren­za nell’acquisto dei ter­reni agri­coli; poten­do dis­porre di mag­giori utili e di con­tribu­ti provin­ciali a fon­do per­du­to, negli ulti­mi vent’anni han­no com­pra­to metà dei ter­reni nelle aree di con­fine». E con­tin­ua: «La nos­tra pro­pos­ta è quel­la di far par­tire una petizione popo­lare per avere gli stes­si van­tag­gi del Trenti­no e a sosteg­no di un’azione auton­o­misti­ca per il riconosci­men­to del­la speci­ficità del­la Val­dadi­ge, area di con­fine preva­len­te­mente mon­tana e tal­vol­ta dis­agia­ta, che si tro­va a gestire un ter­ri­to­rio molto vas­to con poche risorse».Secondo il leghista Castel­let­ti la soluzione polit­i­ca a tut­ti i prob­le­mi potrebbe essere l’introduzione del fed­er­al­is­mo fis­cale, così anche il Vene­to potrebbe gestire meglio le risorse e dare mag­giori finanzi­a­men­ti a tut­ti i Comu­ni. «Per ora il comi­ta­to intende orga­niz­zare gaze­bo infor­ma­tivi in tutte le piazze e nelle frazioni di Dol­cè e Brenti­no Bel­luno per iniziare un sondag­gio tra i residenti».

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