Il sodalizio del Garda conferma Rodella e presenta i conti: in un anno percorsi 254 mila chilometri. E con la nuova barca aumenterà il contributo nei soccorsi a lago

Volontari, la lunga «marcia»

10/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nel 2006 i han­no effet­tua­to qua­si 6mila inter­ven­ti, per un totale di 12.344 ore di lavoro, e fat­to il giro del mon­do per sei volte abbon­dan­ti. La cir­con­feren­za del­la ter­ra è di 40 mila chilometri: loro ne han­no mes­si assieme 254.180. Davvero un bel viag­gia­re. E ora, con la nuo­va bar­ca, aumenterà anche la per­cor­ren­za acquatica.Hanno uti­liz­za­to nove ambu­lanze, cinque auto­mo­bili, altret­tan­ti pick up, un logis­ti­co, otto mezzi spe­ciali anti­ncen­dio (con l’aggiunta di un ces­to e di un’autoscala). Sen­za dimen­ti­care i due gom­moni e l’imbarcazione con attrez­za­ture fisse.Intanto i 190 soci sono andati alle urne per eleg­gere il nuo­vo diret­ti­vo, con­fer­man­do pres­i­dente Gian Fran­co Rodel­la, vice Enri­co Mus­es­ti e Alessan­dra Gardin. Questi gli altri con­siglieri: Umber­to Anto­nioli, Alvise Tittarel­li, Vale­rio Alessi, Bruno Bor­dignon (coman­dante del­la di Toscolano Mader­no, res­i­dente a S.Felice), Domeni­co Lom­bar­di, Gualtiero Bon­tem­pi. Gli ulti­mi tre han­no sos­ti­tu­ito Fab­rizio Boc­chio, Francesco Rizzi e Ime­rio Tagliani.La sede cen­trale dei Volon­tari è a Salò, nel­la caser­ma costru­i­ta a Cunet­tone, in local­ità arti­gianale. I dis­tac­ca­men­ti si trovano a Sirmione, Gargnano e Valvesti­no (appe­na real­iz­za­to). Per quan­to riguar­da i 4.750 inter­ven­ti in cam­po san­i­tario, 1.858 sono rel­a­tivi al 118, vale a dire l’emergenza (un impeg­no di 2.083 ore, per 59.509 chilometri per­cor­si), 928 per il trasporto di pazi­en­ti dial­iz­za­ti, che devono sot­to­por­si a trat­ta­men­to tre volte ogni set­ti­mana (944 ore, 24.880 chilometri), 751 il trasporto in ambu­la­tori o negli stu­di medici per effet­tuare le vis­ite (1.861 ore, 36.358 chilometri), 99 i ricov­eri (186 ore, 5.804 chilometri), 229 le dimis­sioni da ospedali e case di cura (347 ore, 8.551 chilometri), 198 l’assistenza a man­i­fes­tazioni sportive o ricre­ative (2.345 ore, 24.777 Klm.), 484 i trasfer­i­men­ti (944 ore, 31mila chilometri). Per il resto, eserci­tazioni e servizi interni.I 1.201 inter­ven­ti clas­si­fi­cati sot­to la voce «Varie» riguardano gli inci­den­ti stradali (52 uscite), la pulizia e il ripristi­no dell’asfalto dan­neg­gia­to da chi­azze di olio o a causa di nubifra­gi (65), la ricer­ca di per­sone (23), gli incen­di (49), i riforn­i­men­ti idri­ci (129), effet­tuati nelle local­ità che han­no avu­to i rubi­net­ti asciut­ti e sono state costrette a chiedere acqua da immet­tere nei ser­ba­toi o auto­bot­ti piene a dis­po­sizione dei cit­ta­di­ni, la pre­sen­za a man­i­fes­tazioni (81), le eserci­tazioni (45), le immer­sioni dei som­moz­za­tori (83), i servizi interni.A propos­i­to dei mezzi, ricor­diamo l’arrivo di una imbar­cazione usa­ta, in vetroresina, tipo Nel­son Launch, dona­ta dal­la Cap­i­tane­r­ia di por­to di Gen­o­va, e rimes­sa in ses­to dai Volon­tari, ormai prossi­ma all’inaugurazione uffi­ciale. Servirà per la ricer­ca e il recu­pero sui fon­dali del lago. Si trat­ta di uno scafo in vetroresina, lun­go 12 metri e mez­zo, largo 3.60, capace di andare a una veloc­ità di 21 nodi, autono­mia di 360 miglia, equipag­gio for­ma­to da quat­tro uomi­ni. E’ dota­ta di Gps, radar, ecoscan­daglio, stazione radio, due attrez­za­ture per immer­sioni com­plete, appa­ra­to Sonar e Rov.L’acquisto di un Rov e di un Sonar «Tritech seek­ing», istal­lati sull’imbarcazione in vetroresina, con­sente di fare un grande pas­so avan­ti per le ricerche in acque spes­so molto tor­bide. Il Sonar per­me­tte di scan­dagliare rag­gi di 200 metri, fino a una pro­fon­dità di 370 (si cal­co­la che, in poche ore, sia pos­si­bile dare un’occhiata a una super­fi­cie pianeg­giante di cir­ca 150mila mq, pari a 25 ter­reni da cal­cio), indi­vid­uan­do obi­et­tivi sen­si­bili, che ven­gono poi ver­i­fi­cati con le tele­camere. Il fat­to di calar­lo in ver­ti­cale, sen­za trasci­narlo sul fon­do, e la dotazione di una doppia tele­cam­era, una ante­ri­ore e l’altra pos­te­ri­ore, sul Rov (sta per «Remote oper­at­ing vehi­cle», un robot con­trol­la­to a dis­tan­za da un oper­a­tore, col­le­ga­to alla cen­trale oper­a­ti­va sul­la bar­ca tramite un cor­done ombe­l­i­cale lun­go 400 metri) aiu­tano a evitare incagli nelle reti, nei cor­di­ni e nel mate­ri­ale abban­do­na­to dai pescatori.