Volti in Polaroid” mostra al Museo Nazionale della Fotografia

08/01/2014 in Mostre
Parole chiave: -
Di Luigi Del Pozzo

La mostra di Daniele Mar­i­ani espone una serie di opere, sud­di­vise in tre sezioni, che rap­p­re­sen­tano un omag­gio alla istan­ta­nea e all’u­ni­ver­so fem­minile.

Scat­ti dal sapore , che immor­ta­lano volti di don­na e par­ti­co­lari, attra­ver­so quel­la tec­ni­ca svilup­pa­ta da Edwing Land a par­tire dal 1929, che ave­va dato vita alla famosa Polaroid, azien­da che ha chiu­so i bat­ten­ti nel 2008. L’am­bizioso prog­et­to del­la fotografia imme­di­a­ta è oggi por­ta­to avan­ti da Impos­si­ble Project, che è rius­ci­ta nel­la ripro­duzione di una pel­li­co­la istan­ta­nea ana­log­i­ca per mac­chine tradizion­ali fotogra­fiche Polaroid.

Polaroid ha fat­to la sto­ria del­la fotografia istan­ta­nea: pochi sec­on­di e l’im­mag­ine latente appari­va ai curiosi fotografi; Mar­i­ani ha sfrut­ta­to le moltepli­ci pos­si­bil­ità che questo mez­zo per­me­tte: com­po­sizioni di due o più immag­i­ni, col­ori pas­tosi, mor­bi­di e sofisti­cati, attra­ver­so ritrat­ti in cui sper­i­men­ta diverse pel­li­cole, diverse apparec­chia­ture, sovrap­po­sizioni, doppie espo­sizioni, accosta­men­ti inusu­ali e orig­i­nali.

L’idea del pez­zo uni­co, irripro­ducibile come pote­vano essere i dagher­rotipi agli albori del­la fotografia, viene ripresa da Daniele Mar­i­ani nel­la sezione in mostra dal tito­lo “Lo smal­to scorre in chat”dove amiche, mod­elle, artiste han­no con­di­vi­so con l’artista i loro autoscat­ti effet­tuati prin­ci­pal­mente con il pro­prio smart­phone. Egli ha poi con­ver­ti­to tali autoscat­ti dig­i­tali in fotografie Polaroid real­iz­zan­do delle com­po­sizioni. La model­la si è sos­ti­tui­ta al fotografo. Il fotografo è diven­ta­to un mero com­pos­i­tore di immag­i­ni donate e ricon­ver­tite, in qualche maniera cristal­liz­zate, in stampe.

BIOGRAFIA

Daniele Mar­i­ani in arte Need, classe 1976, SI è lau­re­ato in Ingeg­ne­r­ia delle Tele­co­mu­ni­cazioni pres­so il Politec­ni­co di Milano;nel 2008, sal­van­do da rot­ta­mazione sicu­ra la macchi­na fotografi­ca Polaroid dell’azienda per cui lavo­ra, ha inizio la sua ricer­ca nel cam­po del­la fotografia a svilup­po istan­ta­neo, iro­nia del­la sorte pro­prio nell’anno di chiusura dell’omonima azien­da.

 

Pres­so lo Spazio Ester­no:

HIC ET NUNC di CHIARA MAZZETTI (Brescia)

Hic et nunc

 

 

 

 

 

 

 

 

Dare spazio ai gio­vani è tra gli obbi­et­tivi del nuo­vo anno al Museo: e infat­ti la sta­gione si apre con la mostra di Chiara Mazzetti, classe 1990, che pro­pone una serie di immag­i­ni scat­tate uti­liz­zan­do mac­chine Lomo. La Lomo­grafia è un par­ti­co­lare approc­cio alla fotografia ana­log­i­ca, in cui si uti­liz­zano mac­chine fotogra­fiche chia­mate appun­to Lomo. La pro­duzione di questi apparec­chi inizia a Pra­ga nel 1992 e diven­ta subito un fenom­e­no a liv­el­lo mon­di­ale, cre­an­do una vera e pro­pria comu­nità di appas­sion­ati del “Non pensare,scatta”. I fotografi usano l’istin­to, l’im­me­di­atez­za; le immag­i­ni che ne sca­tur­iscono sono carat­ter­iz­zate da una vignettatu­ra evi­dente dovu­ta da sot­toe­s­po­sizione ai lati del fotogram­ma, i col­ori sono sat­uri, bril­lan­ti, qua­si irre­ali. Queste mac­chine per­me­t­tono doppie espo­sizioni, lib­er­a­no la cre­ativ­ità da tut­ti i dog­mi e regole fotogra­fiche.

BIOGRAFIA

Classe 1990, nasce a Desen­zano del Gar­da. Diplo­ma­ta pres­so il Liceo Artis­ti­co Statale Maf­fei, nel 2010 aderisce al grup­po Qasba,Project Space, team di gio­vani artisti bresciano/milanesi coa­d­i­u­vati da Ste­fano Man­drac­chia e Francesca Longh­i­ni — si lau­rea in Grafi­ca e Comu­ni­cazione pres­so l’Ac­cad­e­mia di Belle Arti San­ta Giu­lia di Bres­cia. Appas­sion­a­ta di video Art e di fotografia, adot­ta quest’ul­ti­ma come prin­ci­pale tec­ni­ca espres­si­va. Attual­mente fre­quen­ta il bien­nio in Fotografia pres­so l’U­ni­ver­sità di Belle Arti di Bologna.

Parole chiave: -