Il Consiglio decide sulla base delle indicazioni della Provincia: pochi gli espropri e tempi brevi

Votato l’ultimo via liberaalla ciclopista «del Sole»

02/03/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Un «ponte» per le «due ruote» ver­so il nord Europa. La ciclop­ista «Dell’Adige-Sole» già unisce ideal­mente la cit­tà di Romeo e Giuli­et­ta a Tren­to e quin­di con le terre di Baviera. Ora il Con­siglio comu­nale di Brenti­no Bel­luno ha approva­to all’unanimità una vari­ante al piano rego­la­tore fon­da­men­tale per far pro­cedere l’opera che la Provin­cia con­ta di ter­minare in tem­pi stretti.«Questo ente sta appal­tan­do i lavori di real­iz­zazione del ter­zo lot­to del­la pista che, una vol­ta con­clusa, col­legherà Tren­to con Verona», premette il sin­da­co Vir­gilio Asilep­pi. «Il per­cor­so cicla­bile, che corre nel Bal­do Gar­da e sol­ca la Val­dadi­ge, è cer­to impor­tante anche per il nos­tro Comune dato che, sicu­ra­mente, indur­rà nuovi tur­isti a pas­sare per ques­ta stu­pen­da valle già tan­to ama­ta dai ciclisti che, da sem­pre, ne fan­no una meta priv­i­le­gia­ta, pur accettan­do di ped­alare su strade nor­mali e trafficate».Il prog­et­to defin­i­ti­vo è sta­to approva­to dal­la Provin­cia il 13 dicem­bre dell’anno scor­so. Ora sono state trasmesse al Comune di Brenti­no Bel­luno le tav­ole con i prog­et­ti defin­i­tivi e le planime­trie cat­a­stali delle aree di occu­pazione inter­es­sate con la richi­es­ta di appo­sizione del vin­co­lo pre­or­di­na­to all’esproprio. Essendo tut­ti i doc­u­men­ti in rego­la e i pareri dei vari enti pre­posti al con­trol­lo favorevoli, Brenti­no Bel­luno ha acconsen­ti­to alle richi­este. Il Con­siglio ha cioè approva­to la vari­ante al Prg numero 28, iner­ente l’individuazione di ques­ta opera di pub­bli­ca util­ità. «Non ci sono molti ter­reni da espro­pri­are e la pista, che ci riguar­da per una quindic­i­na di chilometri, corre qua­si intera­mente su pro­pri­età dell’Enel», spie­ga Asileppi.E pre­cisa: «Il trat­to inter­es­sa il nos­tro comune nel­la zona “F1 ‑fas­cia di rispet­to stradale-flu­viale”, il trac­cia­to di strade esisten­ti, bre­vi trat­ti di zona “E‑Rurale” e l’interno dei cen­tri abi­tati di Pre­aboc­co, Brenti­no, Rival­ta e Bel­luno»; ovvero: la pista entra in paese in local­ità Tes­sari, all’altezza del­la chiesa del Cristo del­la Stra­da, corre lun­go la riva sin­is­tra del canale Biff­is in adi­a­cen­za alla provin­ciale 11, inne­s­tandosi quin­di a Mama d’Avio (Trento).Gli elab­o­rati spedi­ti dall’amministrazione provin­ciale mostra­no che, rispet­to ad un pri­mo prog­et­to, c’è sta­to un cam­bi­a­men­to di per­cor­so. «Pri­ma l’innesto era pre­vis­to lun­go il canale, ora è sta­to ragionevol­mente sposta­to su Tes­sari», dice il sin­da­co. Lui­gi Castel­let­ti, con­sigliere di mino­ran­za, dan­do come tut­ti il pro­prio ben­estare, aus­pi­ca: «Spe­ri­amo che il pas­sag­gio di ques­ta pista non dan­neg­gi la zona, ma con­tribuis­ca a val­oriz­zarla. È un con­testo ambi­en­tale uni­co», ril­e­va, «in cui con­vive un raris­si­mo esem­pio d’incrocio tra flo­ra alpina e mediterranea».Interessa indi­ret­ta­mente gli aman­ti del­la bici­clet­ta anche un’altra ques­tione, che ha inoltre approva­to l’adozione del­la vari­ante al Prg numero 29 per local­ità Cà Vec­chia. «Nel nos­tro Comune c’è una costruzione real­iz­za­ta come abu­so edilizio anni fa», premette il pri­mo cit­tadi­no. «Ora è giun­ta al pro­pri­etario una comu­ni­cazione urgente da parte del­la polizia giudiziaria con inti­mazione alla demolizione for­zosa. Non siamo cer­to per l’abuso edilizio, ma ci pare oppor­tuno aiu­tar­lo a evitare l’azione penale ren­den­do parzial­mente con­forme al piano urban­is­ti­co una parte del­la costruzione», dice. «Fer­mo restando che dovrà ovvi­a­mente pagare la sanzione ammin­is­tra­ti­va pre­vista per rego­lar­iz­zare il fab­bri­ca­to». Si trat­ta di una civile abitazione: «Dovrà essere demoli­ta la parte che guar­da ver­so l’autostrada per prob­le­mi di dis­tan­za», nota. «In quel­la supe­ri­ore il pro­pri­etario s’impegna a real­iz­zare un cen­tro di assis­ten­za per ciclisti e un “bed & break­fast”, for­ma di ospi­tal­ità adat­ta al tur­is­mo verde».

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