L’Azienda ospedaliera ha collocato due telecamere per i sei posti letto del reparto. Il servizio permetterà ai familiari di seguire da casa i congiunti

Webcam in Rianimazione

Di Luca Delpozzo
Elisa Rocca

Da qualche mese, ai par­en­ti dei ricoverati in ter­apia inten­si­va del­l’Ospedale Mon­te­croce, è per­me­s­so vedere i pro­pri cari nonos­tante le for­ti lim­i­tazioni d’ac­ces­so al repar­to. Il prog­et­to, sol­lecita­to appun­to dalle famiglie, è sta­to pos­si­bile dal­la tec­nolo­gia con­nes­sa ad Inter­net: 2 web­cam mon­i­tora­no infat­ti costan­te­mente i 6 posti let­to del­la Rian­i­mazione. Com’è nato il prog­et­to? «Qualche mese fa — risponde il pri­mario di Rian­i­mazione Wal­ter Iacov­el­li — un inci­dente ave­va coin­volto madre e figlia. La sig­no­ra, che ave­va ripor­ta­to una frat­tura al baci­no ed era quin­di impos­si­bil­i­ta­ta a muover­si, era molto pre­oc­cu­pa­ta per le con­dizioni del­la figlia, ricov­er­a­ta in ter­apia inten­si­va. Abbi­amo cer­ca­to di esaudire il suo legit­ti­mo deside­rio di vedere la pro­pria bam­bi­na, sem­plice­mente uti­liz­zan­do il mio com­put­er por­tatile e una web­cam». Il col­lega­men­to, oggi reso servizio per­ma­nente, avviene attra­ver­so il sito del­l’Azien­da Ospedaliera, gra­zie ad una pass­word di acces­so che viene comu­ni­ca­ta, per ovvie ragioni di pri­va­cy, esclu­si­va­mente ai famil­iari inter­es­sati. Il sis­tema è già sta­to uti­liz­za­to più volte negli ulti­mi tem­pi, anche se alcu­ni prob­le­mi orga­niz­za­tivi, oggi risolti, non ave­vano anco­ra per­me­s­so di pub­bli­ciz­zar­lo adeguata­mente. Pri­ma di atti­vare il nuo­vo servizio ne è sta­to comunque ver­i­fi­ca­to il gra­do di accoglien­za da parte del­l’uten­za. Il risul­ta­to oggi è che «con una sem­plice web­cam — come affer­ma il Diret­tore gen­erale Mau­ro Borel­li — rius­ci­amo a dare la pos­si­bil­ità ad un par­ente di rimanere vici­no al pro­prio con­giun­to in un frangente del­i­ca­to». L’inizia­ti­va è in lin­ea con la polit­i­ca del­l’Azien­da che nel suo insieme, vuole garan­tire un’as­sis­ten­za all’al­tez­za delle attese dei pro­pri pazi­en­ti. A con­fer­mar­lo è anche l’e­si­to pos­i­ti­vo del­la ver­i­fi­ca con­dot­ta a novem­bre dal Det Norske Ver­i­tas Italia (Dnv) che ha attes­ta­to la cer­ti­fi­cazione alla nor­ma Uni En Iso 9001:2000. La direzione, al fine di miglio­rare i servizi offer­ti, ha anal­iz­za­to negli ulti­mi anni i pro­pri pun­ti for­ti e deboli ponen­dosi obi­et­tivi di qual­ità, di orga­niz­zazione, di tec­nolo­gia e di prestazioni ero­gate. È sta­ta una scelta impor­tante che ha sig­ni­fi­ca­to soprat­tut­to un cam­bi­a­men­to sia cul­tur­ale che ges­tionale. Ma come si tra­duce il ter­mine di «qual­ità azien­dale» in ambito ospedaliero? A rispon­dere è l’ingeg­n­er Cristi­na Lui respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio Qual­ità: «Con questo ter­mine si intende la capac­ità del­l’or­ga­niz­zazione di garan­tire all’u­tente un con­trol­lo costante e un liv­el­lo delle prestazioni tali da sod­dis­fare i suoi bisog­ni, sem­pre nel rispet­to del­la per­sona e dei suoi dirit­ti». La Dnv ha anal­iz­za­to i pro­ces­si di diag­nosi e cura in regime di degen­za ordi­nar­ia a ciclo diurno in tut­ti i repar­ti e l’erogazione del proces­so d’e­mer­gen­za e urgen­za in Pron­to soc­cor­so nonché dei pro­ces­si di sup­por­to di Far­ma­cia inter­na e cen­trale di ster­il­iz­zazione. Per il cit­tadi­no è così sanci­ta l’af­fid­abil­ità del­l’in­tero servizio dal momen­to del suo ingres­so nel­la strut­tura, fino a quan­do viene dimes­so, ma la prestazione di cui egli usufruisce è solo l’at­to finale di una cor­ret­ta e respon­s­abi le ges­tione azien­dale. Per questo è diven­ta­ta scelta strate­gi­ca fon­da­men­tale per l’Azien­da ospedaliera l’adegua­men­to agli stan­dard qual­i­ta­tivi Iso 9001.