«Colpevoli omissioni e lacune» nel progetto della nuova Occidentale

Wwf: no al tunnel sotto il monte Englo

20/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il Wwf del Bas­so Sar­ca giu­di­ca del tut­to inac­cetta­bile la soluzione in gal­le­ria sot­to il monte Eng­lo elab­o­ra­ta dal­la provin­cia quale vari­ante all’at­tuale trac­cia­to del­la 45 bis. In con­siglio comu­nale, nel­la riu­nione del­la set­ti­mana scor­sa, le mino­ranze s’er­a­no lim­i­tate ad eccepire sul­l’us­ci­ta al Monte Oro, giu­di­ca­ta meno felice di quel­la a sud del­la cen­trale del Ponale (su cui per­al­tro tut­ti con­cor­dano: solo che la mag­gio­ran­za, pur di portare a casa l’at­te­sa vari­ante, è dis­pos­ta ad accettare quel che la provin­cia ritiene meglio: ris­er­van­dosi di eccepire in un sec­on­do tem­po). Il Wwf va oltre, boc­cian­do in toto l’ipote­si di tun­nel così come viene indi­vid­u­a­ta nel prog­et­to Gen­tili­ni nel quale gli ambi­en­tal­isti han­no ril­e­va­to «colpevoli omis­sioni e lacune». La prin­ci­pale ragione delle ris­erve del Wwf è di natu­ra geo­log­i­ca. Il tun­nel ver­rebbe a trovar­si pro­prio al con­fine fra la piattafor­ma trenti­na ed il baci­no lom­bar­do «carat­ter­iz­za­ta da numerose faglie e dis­lo­cazioni ad anda­men­to nord- ud preva­lente, di cui la prin­ci­pale è la lin­ea Gar­da-Balli­no». La zona più peri­colosa ed insta­bile «è cos­ti­tui­ta dal­l’im­boc­co del­la gal­le­ria, den­sa­mente popo­la­to, in prossim­ità di via monte Oro nel­la pale­ofrana del monte Eng­lo». In par­ti­co­lare, affer­ma la seg­nalazione invi­a­ta dal Wwf al servizio urban­is­ti­co del­la provin­cia, la stes­sa relazione geo­log­i­ca del prog­et­to Gen­tili­ni ammette «dif­fi­coltà realizzative,come pos­si­bili scor­ri­men­ti nel detri­to di fal­da e dimin­uzione del­la resisten­za al taglio, ma si deman­dano a future ed ipotetiche indagi­ni le soluzioni a tali prob­lem­atiche. Real­iz­zare un prog­et­to esec­u­ti­vo sen­za garan­tirne pre­ven­ti­va­mente la sicurez­za nelle zone a mag­gior ris­chio è asso­lu­ta­mente inac­cetta­bile». Nel capi­to­lo sulle modal­ità di sca­vo del­la gal­le­ria, le modal­ità stesse non ven­gono chiarite. In par­ti­co­lare non si dice se ver­ran­no attuate per­forazioni mec­ca­niche o se ci sarà ricor­so agli esplo­sivi. Che garanzie ci sono per gli edi­fi­ci, alcu­ni dei quali «rap­p­re­sen­tano un pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co anti­co (risal­go­no qua­si agli inizi del sec­o­lo come vil­la Bet­ta) e pog­gian­do su mate­ri­ale inco­er­ente (detri­to di fal­da) risen­ti­ran­no anco­ra mag­gior­mente delle vibrazioni». C’è ris­chio di crol­li di roc­cia, come per l’in­tera cate­na mon­tu­osa ad occi­dente del . Si deter­min­erà una sostanziale mod­i­fi­cazione del­la cir­co­lazione idri­ca sot­ter­ranea con riper­cus­sioni sul­la fal­da freat­i­ca. «Oltre alla prece­den­ti osser­vazioni tec­niche, con­clude il ricor­so del Wwf, esistono prob­lem­atiche che sem­pre opere di questo tipo com­por­tano. Costi ele­vati di real­iz­zazione (oltre 18 mil­iar­di) ma soprat­tut­to in ter­mi­ni di impat­to ambi­en­tale: sfre­gio pae­sag­gis­ti­co, incre­men­to del­l’in­quina­men­to atmos­feri­co ed acus­ti­co per le case cir­costan­ti gli imboc­chi del­la gal­le­ria, richi­amo ulte­ri­ore di traf­fi­co per la già così martoriata».

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