Rinnovato il monumento, poi tocca alla colonna marciana. Premio da 5 mila euro a chi trova il leone buttato nel lago

Zanardelli torna a splendere

18/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il comune di Toscolano Mader­no ha com­in­ci­a­to a rip­ulire i mon­u­men­ti carat­ter­is­ti­ci. Pri­ma è toc­ca­to alla stat­ua del­la «Bel­la Italia», ded­i­ca­ta a Giuseppe Zanardel­li; adesso gli esper­ti han­no ingab­bi­a­to la colon­na mar­ciana, col leone. Il tut­to con la super­vi­sione del­la Soprint­en­den­za. Sta­mat­ti­na, alle ore 11, nel­l’am­bito del­l’­op­er­azione fon­dali puli­ti, con l’ar­ri­vo di decine di sub che cercher­an­no di portare alla luce bot­tiglie, bloc­chi di mar­mo, sac­chi di vario genere, mate­ri­ali di ceram­i­ca e quan­t’al­tro sia sta­to get­ta­to impune­mente nel lago, ver­rà effet­tua­ta l’in­au­gu­razione de la «Bel­la Italia», fino a ieri nascos­ta sot­to i teli di plastica.«Era ricop­er­ta da una pati­na gri­gia. Ora ha assun­to il bian­core orig­i­nario», garan­tisce il sin­da­co Pao­lo Ele­na, che è rius­ci­to a sbir­cia­re il lavoro svolto. Inau­gu­ra­to nel­l’aprile 1909, opera di Leonar­do Bis­tolfi, il mon­u­men­to ricor­da Zanardel­li, il pres­i­dente del Con­siglio che trascor­re­va peri­o­di di riposo nel­la sua vil­la di Fasano, dove morì nel 1903, alla pre­sen­za di pochi famil­iari e ami­ci. Lo scul­tore la inti­tolò la stat­ua: «Il deside­rio di una riva lon­tana». Per questo moti­vo il volto del­la don­na, sim­bo­lo del­la patria, guar­da­va a est, in direzione di Tri­este, anco­ra sot­tomes­sa al potere degli Asbur­go. Ora, come det­to, è sta­ta ingab­bi­a­ta la colon­na sovras­ta­ta da un leone bronzeo, «forse poco fiero, e non all’al­tez­za del suo pre­de­ces­sore in pietra, ma le cui vicende mer­i­tano di essere conosciute», affer­ma lo stori­co locale, Andreino De Rossi. Nel mag­gio 1796 Bres­cia si arrese a Napoleone, giun­to in Italia con un folto eserci­to. L’an­no suc­ces­si­vo, cadu­ta la Repub­bli­ca di Venezia, il gov­er­no del­la Riv­iera garde­sana ordinò di abbat­tere l’em­ble­ma di S.Marco. Così in pietra fu get­ta­to nel lago. L’artista paler­mi­tano Ettore Ximenes lo ricostruì in bron­zo, nel 1902. Offren­do­lo gra­tuita­mente. Il sin­da­co e i cit­ta­di­ni accettarono il dono, sen­za essere con­vin­ti del­la qual­ità del­l’­opera. «Più che un leone ‑commentarono‑, assomiglia a un gat­to». Ele­na ha promes­so 5mila euro al sub che, sta­mat­ti­na, rius­cirà a recu­per­are dai fon­dali il vec­chio leone in pietra.

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