Non piace il regolamento regionale sulle zone di protezione speciale

Zps, vincoli e divieti:Comune al contrattacco

26/08/2008 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no ha approva­to una delib­era chieden­do alla Regione e ai par­la­men­tari di rivedere il dis­cor­so delle Zone di pro­tezione spe­ciale: «Nell’effettuare la delim­i­tazione delle aree — sostiene l’assessore , espo­nente di Cac­cia e ambi­ente (Ucl) — non han­no tenu­to con­to degli enti locali. Così ci ritro­vi­amo da qualche tem­po con un’ulteriore serie di obb­lighi e divi­eti. Noi vogliamo la creazione di un tavo­lo per dis­cutere l’argomento».LE ZONE DI PROTEZIONE spe­ciale non sono state introdotte in tutte le local­ità del Par­co Alto Gar­da, ma solo in sei comu­ni su nove: Tig­nale, Tremo­sine, Mag­a­sa, Valvesti­no, Gargnano Toscolano Mader­no, per una fas­cia che include il monte Piz­zo­co­lo, Gaino e Ceci­na, fino a San Gior­gio. Ven­gono con­siderati «ambi­en­ti fore­stali e aper­ti», nonché «valichi ril­e­van­ti per la migrazione» di alcune specie di uccel­li. Rien­tra­no insom­ma nel­la Rete Natu­ra 2000. Fuori, invece, Limone, Salò e Gar­done. Le ultime dis­po­sizioni, con­sid­er­ate «calate dall’alto», sono con­tenute nel decre­to del­la giun­ta regionale 6668 del 20 feb­braio, che si rac­cor­da alla diret­ti­va del­la Comu­nità Euro­pea del 1992 sul­la con­ser­vazione degli habi­tat nat­u­rali, del­la flo­ra e del­la fau­na sel­vatiche. Le lim­i­tazioni: no a dis­cariche o a impianti di smal­ti­men­to dei rifiu­ti, a nuove cave o all’ampliamento di quelle esisten­ti, alla cir­co­lazione motor­iz­za­ta fuori dalle strade (eccet­to i mezzi agri­coli), alla elim­i­nazione degli ele­men­ti nat­u­rali carat­ter­is­ti­ci del pae­sag­gio e dei ter­raz­za­men­ti delim­i­tati a valle da muret­ti a sec­co o da una scarpa­ta iner­bi­ta (con­sen­ti­ti i livel­la­men­ti ordi­nari per la preparazione del let­to di semina).È OBBLIGATORIO met­tere in sicurez­za elet­trodot­ti e linee aeree, per evitare il ris­chio di impat­to degli uccel­li; man­tenere in buone con­dizioni agro­nomiche le super­fi­ci non colti­vate, con la pre­sen­za di una cop­er­tu­ra veg­e­tale e sfal­cian­do l’erba almeno una vol­ta l’anno; reprimere il brac­conag­gio; pro­muo­vere l’agricoltura bio­log­i­ca e le forme di all­e­va­men­to esten­si­vo. Altri divi­eti riguardano l’edificazione e la real­iz­zazione di infra­strut­ture, l’avvicinarsi ai siti di nid­i­fi­cazione e alle arene di can­to, ali­menta­re i Cor­vi­di. E anco­ra: bisogna con­ser­vare gli arbusteti in quo­ta e le essen­ze autoc­tone; prevedere nei Pgt la con­ser­vazione delle aree aperte, anche incolte; met­tere in atto mis­ure per lim­itare l’utilizzo di pes­ti­ci­di, dis­er­ban­ti e conci­mi chimi­ci; man­tenere una pre­sen­za adegua­ta di piante morte per la nid­i­fi­cazione. Le attiv­ità ricre­ative, ad esem­pio il volo col para­pen­dio, van­no proib­ite se dan­no fas­tidio al gal­lo for­cel­lo, al cedrone e alle altre specie che nid­i­f­i­cano. «Trop­pi vin­coli»: Toscolano chiede dunque di avere voce in capitolo.

Parole chiave: -