Home Enogastronomia È il «Provenza» imbottigliato a Desenzano

È il «Provenza» imbottigliato a Desenzano

«Provenza» della famiglia Contato (sede a Desenzano, all’uscita di Sirmione della tangenziale) ha preceduto di un soffio la cantina di Bruno Franzosi (Puegnago). Più staccata «Le chiusure», che fa capo ad Alessandro Luzzago, e si trova a Portese, frazione di San Felice del Benaco. Sono questi i tre chiaretti migliori del 2004. Così hanno deciso i «Castellani», la confraternita di Moniga che ha tenuto la propria assemblea nella splendida cascina San Zago di Salò. Al concorso, giunto alla 27^ edizione, hanno partecipato una ventina di prodotti. Dopo la prima cernita (la giuria ha effettuato un esame accurato, tenendo conto di limpidezza, colore, finezza, struttura, corpo, intensità e persistenza), si è svolto la scontro finale, limitato al tris d’assi. I voti sono stati espressi da una sessantina di consumatori, uomini e donne, equamente divisi. È la prima volta che «Provenza» s’impone. L’azienda agricola, guidata da Fabio Contato, dispone di 99 ettari vitati nella zona del Lugana, e produce 800 mila bottiglie all’anno. La quantità maggiore (il 65%) è rappresentata dai vini bianchi. La cantina Franzosi ha iniziato l’attività nel ’38, con nonno Giovanni. Nel ’71 si è trasferita sul dosso di una collina, in splendida posizione panoramica, in località Palude di Puegnago. I 3.500 quintali di uva provengono da 35 ettari posti a un’altezza tra i 100 e i 300 metri. Il punto di forza sta nelle due vendemmie distinte, precedute in agosto dal diradamento delle foglie e di quasi il 50% dei frutti. Più giovane, invece, «Le chiusure», che è comunque riuscita a emergere in modo brillante. Intanto i «Castellani» hanno cambiato presidente. Rimasto in carica tre anni, Renato Bertoni ha ora ceduto il collare di numero 1 a Franco Zane. Gli altri componenti del direttivo sono Ennio Avigo, gran maestro fondatore, Giancarlo Giacopuzzi, segretario, Marcello Coppola della Navigarda e Franco Martini, neo vice. «La qualità generale del nostro chiaretto, gardesano di riva lombarda, fiore all’occhiello della vitivinicoltura bresciana, è ulteriormente migliorata – ha detto Zane -. Quantomai sofferta la selezione sui 20 campioni pervenuti: sette erano infatti racchiusi in un pugno di punti». Il nuovo presidente ha già stilato un programma di massima: sabato 16 aprile ritiro dei cartoni, per un migliaio di bottiglie, nella cantina Provenza, con merenda all’aperto; a fine maggio gemellaggio con la Confraternita del risotto a Sannazzaro de’ Burgundi, in provincia di Pavia; in giugno la visita in Valtellina; a metà luglio la partecipazione al Festival mondiale del chiaretto (a Desenzano, sul monte Corno), con gita sul piroscafo; in settembre l’escursione a Tignale, Tremosine e al Caseificio Alpe del Garda; a ottobre la due giorni in Toscana; a novembre lo spiedo; in dicembre la serata prenatalizia.

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