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Il Parco coccola gli sportivi

«Lo Stelvio è il più vasto: 134 mila ettari, tra Lombardia, Trentino e Alto Adige. Quello del Vesuvio, con 8.484 ettari, è il più piccolo, ma ci vivono 300 mila persone – spiega Amilcare Troiano, vicepresidente della Federazione italiana dei parchi e delle riserva naturali -. In Italia sono 730 le aree protette, tra parchi nazionali e regionali, riserve, oasi, per un totale di tre milioni di ettari, come dire il 12% del territorio nazionale. Toccano 2.675 Comuni, un terzo del totale. Richiamano più di tre milioni di turisti, e occupano 80 mila persone, alcune direttamente, altre indotte. Sono 500 i milioni di euro investiti. Ma abbiamo un grave difetto: non riusciamo a comunicare bene l’attività svolta. Lo sport può dare un ulteriore impulso per catturare un turismo particolare: basti pensare alle migliaia di persone che frequentano le palestre di città. Ebbene, se decidono di praticare arrampicata, pesca o mountain bike in un parco, possono ritornare a casa portando un piccolo pezzo di paradiso». Ieri, a Villa Alba di Gardone Riviera, si è svolto il convegno sulle attività sportive nelle aree protette, organizzato dalla Comunità montana parco Alto Garda. Dopo il saluto delle autorità (il presidente Bruno Faustini, i numeri uno dell’Ersaf Francesco Mapelli e del consorzio Riviera dei limoni Chicco Risatti, l’on. Adriano Paroli, l’assessore provinciale Aristide Peli), sono intervenuti Battista Berardinelli, ex sindaco di Tignale, assessore al Parco, Maby Zambiasi, la direttrice, Ferruccio Tomasi (originario di Canè, in Valcamonica, residente a Bedizzole, è da otto mesi il presidente del Parco nazionale dello Stelvio, con sede a Bormio), che ha ricordato le attività svolte e le limitazioni introdotte, Simonetta Chiozzini, dell’Adamello-Brenta, dove è possibile praticare trekking, alpinismo, arrampicata, parapendio, mountain bike, equitazione, sci, escursioni con racchette da neve (proibiti invece rafting, canoa e sci fuori pista). Ruggero Bontempi ha illustrato il progetto «A tutto Gas» (Garda, ambiente, sport): sette tappe da Salò a Limone, che coinvolgono gli appassionati di cicloturismo, mountain bike, sky-roll, arrampicata sportiva, speleologia, parapendio, escursionismo, torrentismo, sub, vela, windsurf, nuoto, corsa in montagna, escursionismo a cavallo, canoa, tiro con l’arco e pesca sportiva. «Il nostro parco, di 38mila ettari e istituito nell’89 – ricorda Bontempi -, presenta biodiversità eccezionali: da una parte la fascia a lago, ricca di strutture alberghiere, dall’altro l’entroterra, che arriva fino ai 2mila metri, col monti Caplone e Tombea. Abbiamo studiato un itinerario, che consenta di conoscere il territorio, e prodotto video, guide, Cd rom, poster, pubblicazioni, tenuto incontri, partecipato a fiere internazionali, coinvolto gli studenti». Nel pomeriggio Alfredo Lomi ha presentato la guida dell’Enel «I piaceri dell’energia», che raccoglie un’accurata selezione di itinerari naturalistici e culturali. Il Gambero Rosso ha curato le rubriche «Dove mangiare, dormire e comprare», l’Accademia di Santa Cecilia «I luoghi della musica» e i collegamenti tra i brani e il vino. Il volume dedica particolare attenzione alla Valle Camonica e all’Alto Garda, dove l’Enel gestisce la centrale di Gargnano. «Nella zona della diga di Valvestino – spiega Lomi – abbiamo installato una serie di pannelli, che spiegano le opere di captazione, il funzionamento, ecc. Inaugureremo il percorso fra un paio di mesi. Con la Comunità montana è stato stilato un protocollo d’ intesa; il Gal (Gruppo azione locale) sta redigendo un progetto per l’utilizzo della diga, sia a scopi sportivi che artistico-ricreativi». Pesca, mostre, forse arrampicate sulla parete. Angelo Adamo, del compartimento Anas di Milano, ha spiegato che, a lato della 45 bis, verranno recuperate le piazzuole. L’obiettivo: renderle più accoglienti, riproponendo la vegetazione del parco.

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