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La musica salverà il Convento

Due concerti allo scopo di raccogliere fondi per la chiesa e il convento dei Cappuccini di Barbarano, gravemente danneggiati dal terremoto del 24 novembre. Il primo lo terrà Gerardo Chimini stasera: il pianista eseguirà brani di Bach, Liszt («Predica di S. Francesco alle rondini») e Beethoven. Il musicista è fra l’altro una «gloria» locale: originario di Toscolano Maderno, Chimini si è diplomato con lode al conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, sotto la guida di Mario Conter. Successivamente ha studiato armonia e contrappunto con Margola. Si è perfezionato con Mezzena per il pianoforte, con Borciani e De Rosa per la musica da camera. Ha tenuto concerti in Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, ed effettuato diverse registrazioni radiotelevisive con importanti emittenti, come Rai, Rtsi, Rtbf e Radio Sidney. Ha collaborato con numerosi complessi (l’Orchestra da Camera di Brescia, quella del Festival Pianistico Arturo Benedetti Michelangeli, i Pomeriggi Musicali di Milano) e prestigiosi direttori, suonando con artisti di fama internazionale, tra cui Uto Ughi, Caens, Blau (primo flauto dei Berliner Philharmoniker) e Bequet. Il suo repertorio spazia da Bach ai contemporanei. Come direttore artistico dell’Estate Musicale di Salò, nelle scorse settimane ha portato sul lago i più grandi violinisti: Uto Ughi, Domenico Nordio, Sergej Krilov e Salvatore Accardo. Mercoledì, sempre alle 21, si terrà il secondo concerto col Trio Novalis, composto da Markus Berthold (violino), Frieder Berthold (violoncello) e dallo stesso Chimini, che proporrà l’Opera 70 di Beethoven e la 8 di Brahms. Markus suona un violino del liutaio veronese Zanoli del 1743. Studia anche musica da camera con il Quartetto Amadeus a Colonia e Londra. Si esibisce in Europa, Usa e Asia, ospite di Festival internazionali, e come primo violino dell’Ensemble Novalis. Frieder utilizza invece un violoncello del liutaio cremonese Bergonzi. Sgobba con Kliegel a Colonia, e con Starker a Bloomington, negli Stati Uniti. L’ingresso è a offerta libera. Il ricavato servirà a finanziare i lavori di restauro della chiesa e del convento, che ospita otto frati impegnati nell’assistenza ad ammalati e anziani. Il superiore è padre Francesco. Giacomo, a Barbarano da 35 anni, è una istituzione, poichè si dedica ai ragazzi della Robur, società di atletica. I Cappuccini rispettano la regola del poverello di Assisi. Il terremoto ha danneggiato sia il convento (numerose le crepe sui muri, ricoperte abbastanza rapidamente, grazie all’intervento di una squadra di muratori e delle donne chiamate agli ordinari lavori di manutenzione) che la chiesa, messa in sicurezza con ponteggi interni, per consentire l’ingresso dei fedeli, ma ancora da sistemare. I tecnici inviati dalla sede di Milano stanno definendo con la Soprintendenza ai monumenti le modalità dell’intervento da effettuare. Intanto i due concerti servono a raccogliere fondi. Il complesso è sorto nel 1570, su istanza del marchese Sforza Pallavicini, generale di tutte le armate di terra ferma della Repubblica Veneta che, lì di fronte, aveva edificato uno splendido palazzo, ora Martinengo-Terzi. La chiesa è dedicata a S. Giovanni Evangelista. Nel 1580 Carlo Borromeo, in visita pastorale a Salò, esortò la gente a fare offerte per ultimare la costruzione. Il municipio donò la piccola porta di marmo nero. Nel 1797 i Francesi ordinarono ai Capuccini lo sfratto immediato, e i locali furono adibiti a caserma militare. Nel 1844, sollecitati dai cittadini, i frati ritornarono, e per dieci anni adibirono il convento ad ospizio per i poveri. Ma furono di nuovo cacciati nel 1868, a causa della soppressione degli ordini religiosi, decida dal governo d’Italia. I signori di Salò, però, si adoperarono, facendoli rientrare ancora. Il convento ospita anche gli scout, il centro di primo ascolto Betania (un servizio rivolto alle famiglie e, in particolare, ai giovani in difficoltà) e la corale di S.Francesco.

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