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La Storia della Pesca a Punta Grò: Un Tuffo nel Passato del Lago di Garda

A Punta Grò, situata nella suggestiva località di Sirmione, si trova un angolo di memoria storica legato alla pesca che racconta le tradizioni e l’habitat del Lago di Garda. Questo luogo è emblematico per comprendere il significato profondo che la pesca ha avuto per la regione e le sue genti.

La Casa del Pescatore

Nel cuore di Punta Grò sorge una piccola casetta, costruita in una zona caratterizzata da fondali rocciosi bassi, ideale per la pesca. Questa struttura rappresentava un vero e proprio punto nevralgico per i pescatori locali, specialmente durante le battute notturne. Qui, i pescatori si alternavano nelle attività di pesca, dormendo nella casetta per essere sempre pronti a svuotare reti e “cogoli” colmi di pesce.

Un Sistema di Pesca Storico

Il metodo di pesca utilizzato a Punta Grò era tanto efficiente quanto affascinante. Il pesce catturato veniva conservato in apposite vasche situate nel canaletto adiacente o direttamente nel lago. Ancora oggi, è possibile vedere i resti di questo sistema: una fitta rete di pali conficcati nell’acqua davanti alla casa testimonia l’antico metodo ormai in disuso.

Specie Pescate e Quantità Impressionanti

Le Alborelle e le Anguille erano tra le specie più pescate in questa zona. Nei giorni migliori, i pescatori riuscivano a catturarne decine di quintali alla volta, rendendo Punta Grò un centro vitale per la pesca gardesana.

Questo angolo del Lago di Garda non solo offre uno sguardo nostalgico sul passato ma rappresenta anche un’importante eredità culturale che continua a vivere attraverso le storie dei vecchi pescatori locali.

Per ulteriori dettagli sulla storia della pesca a Punta Grò, è possibile leggere l’articolo completo scritto da Filippo Gavazzoni su “Brescia che pesca“.

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