Home Attualità L’entroterra gadesano alla Fenice

L’entroterra gadesano alla Fenice

Al Concerto di Capodanno trasmesso dalla RAI dalla Fenice di Venezia era presente il Soprano Stefania Bonfadelli che con il tenore Roberto Aronica hanno interpretato il Brindisi dalla Traviata di G. Verdi. Abbiamo conosciuto Stefania Bonfadelli quando solo diciassettenne muoveva i primi passi nel difficile mondo della musica lirica sotto la guida del celebre Soprano Lina Aimaro Bertasi . La Signora Aimaro dopo i trionfi sui palcoscenici di tutto il Mondo: grande la sua interpretazione della Lucia di Lamermour di Donizzetti al Metropolitan di New York con ilgrande Beniamino Gigli,ritiratasi dalle scene costruì in Lugana di Sirmione un grande teatro: il Kursaal con l’intento di portare la musica lirica sul Lago di Garda. Non riuscì , il Kursaal è una meta per gli appassionati del liscio. Lina Aimaro si dette all’insegnamento e tra i suoi allievi questa timida, bella ragazza bionda veronese di Valeggio sul Mincio, con madre mantovana di Monzambano, appunto Stefania Bonfadelli. La Signora Aimaro la presentò al pubblico in un concerto in Piazza Carducci a Sirmione. Dopo il concerto, facemmo presente alla Signora Aimaro come la voce della ragazza fosse un po’ debole, bellina, ma debole. La risposta del celebre soprano fu “Stefania ha tanto materiale dentro per diventare una grande,bisogna solo saperlo tirare fuori. Come era stata grande da interpetre Lina Aimaro lo era ancor più da insegnante. Infatti, tre anni dopo sentimmo Stefania Bonfadelli in un Concerto al Teatro Kursaal, la sua voce non era più quella flebile, timida della ragazzina di tre anni prima, ma splendida, sicura, da grande cantante: Lina Aimaro grande come cantante , lo era anche come insegnante e non aveva sbagliato. Dopo anni di gavetta Stefania Bonfadelli è ormai lanciata sulla strada del successo. Ogni tanto la incontriamo e sia pure ormai nell’Olimpo della musica lirica, Stefania Bonfadelli è ancora quella ragazza semplice disponibile, soprattutto che si ricorda con affetto quelle note che scrivemmo dopo il suo primo concerto circa venti anni fa.

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