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Spunta il parco archeologico

Sale l’attenzione verso gli scavi effettuati e su quelli di prossima programmazione nella Valle delle Cartiere, alle spalle di Toscolano. Il clima di interesse affiora, oltre che a livello scientifico, anche sul piano amministrativo. Questa l’aria che si respirava ieri nel corso della presentazione dei risultati della campagna di scavi che si concluderà domani (Mirelia Scudellari, dell’Associazione storico archeologica della Riviera, ha definito il progetto «Etno-Archeologico»). I lavori hanno riportato alla luce i resti di una cartiera che risale ad alcuni secoli orsono. Ritrovamenti che «potrebbero nascondere qualche altra sorpresa», ha azzardato Giampiero Brogiolo, archeologo e docente universitario, inducendo a pensare che la storia delle cartiere e della fabbricazione della carta sul Garda potrebbe subire qualche correzione, grazie alle novità emerse nella valle che ora sono allo studio. L’aspetto più rilevante consiste ora nella prosecuzione dei lavori già effettuati perché l’obiettivo primario, più che scavare su un singolo sito, consiste nella formulazione di uno studio complessivo. Attorno alla valle, più di un risultato è maturato. Anzitutto l’impegno del sindaco Paolo Elena, che ha assicurato che gli scavi in programma per settembre 2003 «verranno anticipati, in considerazione dell’elevato interesse suscitato dalla campagna in atto ora. C’è stato un “pellegrinaggio” continuo verso la valle e questo offre la misura dell’interesse». Elena ha, poi, confermato la volontà dell’Amministrazione comunale di investire alcune centinaia di milioni per la messa in sicurezza dell’area, divenuta campo accreditato di ricerca e di intervento nel settore dell’archeologia industriale. «I soldi? Li ricaveremo in parte dal nostro bilancio e coinvolgeremo Comunità montana, Provincia, Regione e Ministero per i Beni Culturali». Per coordinare gli sforzi verrà istituito un comitato scientifico, presieduto da Carlo Simoni, che ha seguito la realizzazione di alcuni importanti musei della nostra provincia. Del comitato faranno parte Michele Conti (geologo), Paolo Nastasio (botanico), un rappresentante della cartiera di Toscolano, dell’Asar e della Sovrintendenza. Ieri per la Soprintendenza era presente Marco Fasser: «Per la valle abbiamo un programma di spesa minima di circa 40 mila euro, che saranno investiti entro l’estate. A breve definiremo dove e come impegnarci». Carlo Simoni ha sintetizzato così: «Non vogliamo una Pompei gardesana, perché il fascino della valle è rappresentato soprattutto dal suo paesaggio: vegetazione, percorsi, edifici. E si deve ricordare che il richiamo non è esercitato solamente dalla ciminiera di Maina, perché anche gli scavi in atto in località “Gatto” hanno un loro rilievo. Dobbiamo andare nella direzione della valorizzazione della storia del passato e della memoria per il lavoro di ieri e di oggi». Su richiesta di Giorgio Pippa, consigliere di minoranza, è stata fornita l’assicurazione che «i resti che la valle restituirà non saranno trasportati altrove: quello è un metodo ormai in disuso. Necessita, però, una corretta collocazione in modo che lo sforzo degli archeologi sia valorizzato anche sotto l’aspetto espositivo».

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