Con l’approvazione da parte della Camera dei deputati della Finanziaria varata dal governo, saranno presto operative importanti novità relative alla nautica da diporto.
Nuove norme e agevolazioni sulla nautica
Il testo votato dalla Camera prevede infatti l’abolizione del bollo sulla patente nautica e della tassa di stazionamento per i natanti (barche a vela inferiori ai 10 metri o ai 7.50 metri, se a motore). Sono stati rivisti e alleggeriti anche i criteri della tassa di stazionamento per le imbarcazioni da diporto (scafi superiori ai limiti citati). Due novità importanti che dovrebbero, senz’altro, stimolare anche la crescita del mercato e del turismo nautico sul Garda.
A livello nazionale quindi si stanno facendo importanti passi in avanti. I provvedimenti adottati dal Parlamento erano stati annunciati qualche mese fa al Salone internazionale della nautica di Genova da parte dell’allora ministro dei Trasporti Tiziano Treu il quale, in quella occasione, aveva auspicato che anche da parte degli enti locali venissero applicati i dettami della legge Bassanini, che prevedono, anche nel settore della nautica, il trasferimento delle competenze dallo Stato agli organismi periferici della pubblica amministrazione.
La situazione sul Garda e le problematiche regionali
Per quanto riguarda il Garda, però, la situazione non è mutata da quasi vent’anni (l’ultima legge di «Disciplina della navigazione sul lago di Garda. Intesa tra le Regioni del Veneto, Lombardia e la Provincia autonoma di Trento» risale al 2 novembre del 1983). Lombardia, Veneto e Provincia autonoma di Trento non hanno ancora uniformato le normative che regolano la navigazione sul più grande lago d’Italia, anche se nel frattempo i trentini hanno vietato sulle loro acque la navigazione delle barche a motore private.
Nulla si è mosso anche in tema di demanio lacuale e di gestione dei porti, nonostante anche i ripetuti appelli lanciati dal presidente della Comunità del Garda Adelio Zanelli, il quale ha promosso in questi ultimi mesi diversi incontri e tavole rotonde sul tema. Una delle soluzioni prospettate circa la gestione dei porti è quella di affidare, da parte dei Comuni, questo importante e strategico servizio ai circoli nautici.
«Queste associazioni sportive sono radicate sul territorio», ha sottolineato Zanelli. «I circoli velici, inoltre, non hanno finalità di lucro e sono gestiti da appassionati di provata esperienza. A queste garanzie si aggiungono anche facilitazioni dal punto di vista giuridico, che semplificano i rapporti con le pubbliche amministrazioni. Un esempio per tutti: la Fraglia vela Desenzano, che gestisce da anni il porto della capitale del Basso Garda Bresciano».
La gestione dei porti e le differenze regionali
E proprio la convenzione che regola i rapporti tra il Comune e la Fraglia vela potrebbe rappresentare la «piattaforma» burocratica alla quale si potrebbero ispirare tutti i comuni della riviera gardesana per arrivare alla costituzione di società di gestione a partecipazione mista tra enti pubblici e soggetti privati.
Esistono però delle differenze applicative che contribuiscono a suddividere di fatto il Benaco in diverse «repubbliche» disomogenee tra loro; la Lombardia ha già fatto propri i contenuti della legge Bassanini per la gestione dei porti, mentre sia il Veneto che la provincia autonoma di Trento sono ancora al palo. Difficilmente si arriverà a una soluzione definitiva prima della prossima stagione turistica, anche perché a primavera ci sono in programma le elezioni regionali.
Si prospetta quindi un’altra estate uguale alle altre, con i soliti problemi ben noti, anche se mal sopportati da chi frequenta il Garda da diportista, ma sconosciuti ai turisti stranieri abituati a ben altro in materia di gestione della pubblica amministrazione.


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