Calo nel turismo rivano a metà estate
Campanellino d’allarme sul fronte turistico rivano, dove per la prima volta negli ultimi anni non pochi albergatori si sono ritrovati in pieno agosto con qualche camera libera.
Erano abituati a mandare via la gente per sovraffollamento, a dirottare la clientela verso le strutture più periferiche della Busa, e si sono invece inaspettatamente trovati con qualche buco da riempire.
Niente di clamoroso, né di irreparabile. Però un po’ di sconcerto lo ha sollevato questa piccola debacle d’agosto, dopo una primavera molto frenetica ed un luglio all’altezza delle migliori stagioni.
Analisi delle cause e delle tendenze
Circa i motivi dell’inaudita «fiacchezza» del mercato turistico nella cosiddetta «altissima stagione», basta ascoltare alcuni operatori alberghieri e rappresentanti di categoria per rendersi conto che l’analisi è già stata fatta.
«Si impone una piccola riflessione – spiega Enio Meneghelli, presidente dell’ Apt, pur soddisfattissimo per l’andamento generale dell’annata turistica sul lago – Finora abbiamo sempre dato per scontato il «tutto esaurito» di agosto. Ora dovremo rimboccarci le maniche anche per questo periodo, che è quello tradizionale degli italiani.
Dovremo considerare due aspetti. Primo: che gli italiani hanno smesso di considerare agosto come il mese dell’irrinunciabile vacanza. Secondo: che sta sempre più imponendosi la formula del week-end».
Risultati e prospettive degli operatori
«Forse il lago non è più capito come una volta, forse è una questione di soldi — ragiona Enzo Bassetti, presidente dell’ Unione — Una cosa è certa, questo è uno degli agosti più fiacchi degli ultimi anni. Mi sa che qualche operatore rifarà i conti e il prossimo anno deciderà di riservare alle agenzie straniere quei posti letto che tradizionalmente venivano lasciati liberi per gli italiani di passaggio».
«Sta succedendo sul lago quello che è già successo in montagna — osserva l’albergatore Carlo Modena — Il mercato italiano si restringe non negli arrivi, ma nella durata delle presenze. La gente prenota all’ultimo minuto e si ferma in albergo 2-3 giorni.
Si può fare qualcosa per invertire la tendenza? Non voglio polemizzare, però credo che il cliente italiano vada guardato in modo diverso tutto l’anno: ritengo che possa riservare ancora grosse soddisfazioni».
Previsioni e sfide future
«Agosto non è più il mese del riempimento automatico — dice Federico Venturini, un altro albergatore — Credo che abbiano un peso i nostri prezzi, non più competitivi rispetto a nuove realtà come Turchia, Croazia e Grecia (letteralmente inondate di tedeschi). Per fortuna ci aspetta un settembre d’oro».


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