Allo stato di preallarme per i livelli delle acque del lago di Garda, che hanno provocato anche recentemente interventi da parte del sindaco Cesare Malossini, perché vengano ridotti i volumi prelevati quotidianamente per le esigenze irrigue del Mantovano, mancano ancora 13 centimetri e la situazione è sotto controllo: anche la Comunità del Garda, come ha affermato ieri mattina il vicepresidente Vincenzo Ceschini, sta facendo la sua parte con efficacia.
Aumenti dei prelievi e livello del Lago
Con i suoi interventi ha infatti ottenuto che dai 22 metri cubi al secondo derivati fino a martedì dalla diga di Salionze, si scenda a 12 metri cubi soltanto, rallentando così automaticamente la velocità con cui la superficie del Benaco si abbassa.
Ieri il livello risultava 63 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera e questo significa che, scendendo dai 77 metri cubi medi prelevati per l’irrigazione dei campi per tutto il mese di luglio e fino all’11 agosto, ai 22 metri cubi applicati dall’11 al 22 agosto, il livello del Garda è sceso soltanto di 3 centimetri: dai 66 dell’11 agosto ai 63 rilevati ieri.
Prospettive di assestamento e problematiche
Parlare di allarme, puntualizza il dottor Ceschini, appare piuttosto esagerato; tanto più che dai primi di settembre, esaurita l’esigenza delle coltivazioni del mais che sta fiorendo e ha bisogno ancora per qualche giorno di notevoli quantità di acqua per completare il ciclo di maturazione, il volume dei prelievi potrà ancora essere ridotto e la scorta di 13 centimetri potrebbe risultare più che sufficiente per arrivare alle prime piogge dell’autunno.
Per il momento il problema, sempre a giudizio del dottor Ceschini, assume prevalentemente connotazioni paesaggistiche: di difficoltà per la navigazione pubblica sul lago si può infatti cominciare a parlare, per qualche particolare attracco, quando il margine sopra lo zero idrometrico non raggiunge il mezzo metro.
Nessuno, chiarisce Ceschini, intende sottovalutare in un’area di alto interesse turistico gli aspetti paesaggistici del problema, ma le cifre consentono ancora un certo ottimismo per quel che riguarda gli aspetti generali.
Rischio di disagio e misure preventive
La soglia dei 30 centimetri al di sopra dello zero che provocherebbe disagi incalcolabili e autorizzerebbe a parlare di autentica catastrofe naturale, è ancora abbastanza lontana e soltanto un periodo di siccità di eccezionale durata potrebbe farla avvicinare pericolosamente.
Il problema viene comunque mantenuto sotto stretto controllo dalla Comunità che ne discuterà nel prossimo direttivo.
Situazione delle colonie di anatidi e interventi futuri
Altrettanta attenzione merita la questione sollevata recentemente dell’abnorme potenziamento delle colonie di anatidi che hanno trovato habitat ideale sulle rive del Garda trentino: poiché è ormai assodato il rapporto tra le anatre e la cercaria responsabile del fenomeno della «grattarola» (non ancora apparso quest’anno sulle spiagge altogardesane) si sta pensando per l’autunno a una conferenza di bacino per studiare modalità di intervento unitarie con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio naturale.


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