Da Desenzano arriva un messaggio rassicurante sulla vicenda di «mucca pazza». I relatori del convegno tenutosi ieri pomeriggio a palazzo Todeschini su iniziativa dell’assessorato comunale alla Cultura in collaborazione con l’associazione «Cultura e Azione», hanno infatti parlato di «assurdità», di «problema esageratamente amplificato dai media», di «una situazione affatto di pericolo per la salute umana».
Insomma, come ha riferito nel suo intervento il dottor Vincenzo Scontrino, dirigente medico del Pronto soccorso di Desenzano e autore di alcune pubblicazioni, «la mancanza di conoscenze scientifiche ha portato questa malattia, da un problema di dimensioni relativamente contenute, a diventare un’emergenza transnazionale tanto da coinvolgere le strutture dell’emergenza sanitaria».
Nella sala convegni di Desenzano, tra i presenti, anche alcuni allevatori e macellai, oltre a sanitari e semplici cittadini attratti o forse incuriositi dall’argomento che tiene banco da oltre un mese a questa parte.
Pericolosità del fumo rispetto alla mucca pazza
«Di fumo e dei suoi effetti devastanti si parla sempre poco – ha osservato Scontrino – eppure ci sono delle certezze, nel senso che uccide con il cancro al polmone; mentre della mucca pazza si sa solo che potrebbe dare dei problemi. Insomma, bisogna capire che il fumo della sigaretta è incommensurabilmente più pericoloso di una bistecca».
«In Inghilterra – ha ricordato – si sono avuti 80 mila bovini e 80 persone colpite dal male, in Italia nessun caso per fortuna: mi chiedo perché sia stato creato tutto questo allarmismo».
Secondo il relatore, inoltre, «la genetica non è un problema per l’umanità, al contrario è la soluzione di una serie di problemi per l’umanità».
Relazione sul sistema nervoso e sulle encefalopatie
Interessante anche la relazione del dottor Gianluigi Zanusso, ricercatore all’Istituto di Neurologia dell’Università di Verona, che ha ricordato come le encefalopatie, cioè malattie del sistema nervoso, sono caratterizzate da una sintomatologia esclusivamente neurologica, disturbi cognitivi e perdita dell’equilibrio.
Zanusso ha quindi spiegato l’agente patogenetico che scatena la Bse e l’attacco alle cellule nervose.
Attualmente, sempre secondo il ricercatore, «lo studio di tutti i soggetti morti con il sospetto della malattia di Creutzfeldt-Jakob ci permette di escludere la presenza di casi di variante di tale malattia. In Italia si osservano essenzialmente casi sporadici».
Al convegno erano presenti anche il sindaco Anelli e gli assessori Giustacchini e Farinelli.


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