La capitale del Garda non farà un debito di 20 miliardi per ristrutturare il castello. Il recupero degli spazi in particolare dell’ottocentesca caserma Beretta e il rilancio del complesso con destinazione polivalente sembra destinato a passare attraverso una ragionevole intesa con i privati. Su questo particolare problema l’Amministrazione appena insediatasi e quella precedente, che faceva capo a Felice Anelli, hanno identità di vedute e orientamento. La conferma arriva dal sindaco Fiorenzo Pienazza che, dopo la vittoria elettorale e l’insediamento della nuova Giunta, ha dovuto effettuare una ricognizione dei moltissimi problemi sul tappeto nell’arco di poche settimane. Fra questi c’è anche l’annosa vicenda del castello che apparteneva al Comune fino al 1883 quando venne ceduto al demanio statale per essere definitivamente riacquistato nel 1969. Un tempo gli edifici erano abitati; gli inquilini sono andati via e gli immobili sono vuoti da circa 15 anni. Da alcuni decenni si discute sul suo recupero. Progetti concreti sono stati elaborati dall’amministrazione di centro sinistra del sindaco Massimo Rocca che aveva puntato sulla trasformazione in sede universitaria. Qui doveva trovar spazio la nuova sede europea dell’università inglese di Southampton. Venne anche elaborato il progetto di massima a firma di sir Anthony Hopkins, uno dei massimi esponenti dell’architettura di sua Maestà Britannica e presentata domanda di finanziamento all’Unione Europea. Venne bocciata. L’amministrazione Anelli ha condiviso il recupero degli spazi con destinazioni polivalenti: una grande sala da 1.000 posti per convegni, riunioni, congressi, incontri ma da usare anche come teatro accanto a sale per mostre esposizioni anche di carattere commerciale. Un progetto di massima aveva predisposto anche il Comitato pro castello che puntava appunto sulla realizzazione della grande sala per convegni polivalenti, su sale per mostre commerciali, un teatro all’aperto. Il Comitato aveva anche indicato la strada dei finanziamenti di privati cui affidare la gestione delle strutture. Come intende muoversi sul fronte del castello la nuova am-ministrazione? «Escludo – dice il sindaco Fiorenzo Pienazza – che il Comune possa fare un mutuo da 20 miliardi, somma stimata per il recupero del castello. E poiché sarà difficile, penso, trovare un filantropo che finanzi a fondo perduto l’intervento, la strada del recupero con capitali privati sembra la più probabile. E se il privato mette i fondi occorrerà permettere che li recuperi così che la funzione culturale-polifunzionale appare la più gettonata. Peraltro sulla sala congressi e sul riutilizzo delle strutture, sui metodi d’intervento c’è già un assenso di massima da parte della Soprintendenza. Né mancano le proposte dei privati che si sono fatti avanti negli ultimi tempi. Così l’amministrazione intende vagliare il problema attraverso un “gruppo di studio” snello che valuti il da farsi e ci dia indicazioni precise». «Il Comitato pro-castello – dice il dott. Giorgio Fezzardi, candidato sindaco alle ultime elezioni – è disponibile a lavorare in questa direzione supportando l’azione del Comune». Si riuscirà dopo 33 anni dall’acquisto finalmente a riutilizzare il castello della cittadina?


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