venerdì, Febbraio 13, 2026
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Prg e prima serata di dibattito dimostrano l'impossibilità di conciliare le posizioni sul progetto di vincolo per il Maffei. Il «5 maggio» sarebbe stato acquistato per 5 miliardi di vecchie lire

Il dilemma: nuovo liceo o condominio?

La prima serata di dibattito in consiglio comunale sulla proposta della giunta di imporre un vincolo scolastico sul compendio Cinque Maggio ha dimostrato che in certi casi non si possono conciliare pubblica utilità ed interesse privato ed ha così caricato il voto che i trenta consiglieri esprimeranno (forse la prossima settimana) d’un fardello di responsabilità mai sperimentato nei soliti piccoli cabotaggi (in fondo, nemmeno comprare la Miralago coi soldi della provincia è una grande impresa).La situazione è chiara. Da una parte la proposta della giunta in cui si afferma che il vincolo «è strettamente necessario per risolvere i problemi della mancanza di spazio per il liceo Andrea Maffei»; che il consolidamento entro la cerchia urbana dell’istituto è possibile solo a patto di «dare risposta ai problemi di funzionalità scolastica non garantiti dalla struttura attuale»; e che, di conseguenza, la variante al prg proposta «va valutata in modo positivo rivestendo un carattere di pubblica utilità ed essendo finalizzata a garantire il corretto funzionamento logistico del complesso scolastico in funzione del continuo sviluppo del numero degli iscritti». Difficile contestare che l’espansione fino a viale Damiano Chiesa rappresenterebbe la soluzione ideale e definitiva di tutti i problemi della scuola, più logica d’una occupazione di spazi all’Agraria o di una ulteriore espansione su via sant’Anna. Dall’altra parte c’è un imprenditore che ha pagato cinque miliardi (l’informazione viene da Prati) per acquistare un gruppo di edifici cadenti, con l’intenzione legittima (perchè consentita dalle leggi) di guadagnarci. Di fronte all’eventualità di non concludere l’affare, l’imprenditore si difende e contrattacca. Perchè avete creduto per anni che aggiunte e sopraelevazioni potessero bastare? Perchè non avete pensato al vincolo dieci anni fa quando è stato impostato da Favole il nuovo prg? Perchè nemmeno un mese dopo che il nuovo prg ha confermato la possibilità di costruire un condominio, salta fuori questo vincolo? La conclusione, scontata, è scritta nella lettera aperta recapitata a cura della proprietà ai consiglieri tre ore prima dall’avvio del dibattito: il proprietario ricorrerà al Tar e poi, se servirà, al Consiglio di Stato, e chiederà di essere risarcito dei danni patiti qualora la magistratura dovesse riscontrare che la pubblica utilità in effetti non esiste. E secondo la proprietà in effetti questa esigenza di occupare l’intero compendio non c’è: si potrebbero salvare capra e cavoli, scuola e condominio, con un ennesimo ampliamento che allungasse l’edificio più antico del liceo, quello su viale Lutti, fino ad occupare mezza via sant’Anna. Comune ed imprenditore si muovono con logiche diverse: ma chiedere ad un imprenditore nel momento che rischia di vedersi sfilare qualche miliardo, di comprendere che non di sole aule è fatta una scuola, e che gli ultimi vent’anni dimostrano che a forza di rattoppi non si risolvono i problemi, francamente è troppo.

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