E’ una lotta contro il tempo, quella ingaggiata dal Comune per mostrare ai ministri degli esteri una Riva da cartolina. Mancano appena sette giorni all’ultimatum entro il quale i lavori del lungolago dovranno essere conclusi. Chiunque oggi si trovi a passare da quelle parti non ci crederà, vedendo il ribaltone ancora in atto. E’ certo una scommessa per vincere la quale si è messa in movimento una legione formata da impiegati, tecnici e giardinieri e operai comunali e dalla manodopera di otto ditte.Tutti lavorano alacremente, avvolti nella canicola infernale, e non prestano attenzione a quanti con disappunto scuotono il capo di fronte a questo grande e intempestivo cantiere ferragostano che rende impraticabile buona parte del lungolago. Chissà i commenti dei numerosi bagnanti che l’altro giorno sono stati garbatamente invitati a rinunciare al posticino all’ombra che si erano conquistati a Punta Lido. Vi era stato da poco posato il tappeto d’erba a rotoli, che per attecchire non dev’essere calpestato per dieci giorni, spiega il geometra Fedrizzi dell’Ufficio tecnico. Inconvenienti inevitabili, per scongiurare di rimettere mano dove il lavoro è finito. Ci fosse il tempo…A mezzanotte di venerdì 22 agosto, ribadisce Fedrizzi, tutte le opere dovranno essere completate. Quindi per essere convincente e di ritorno dall’ennesimo sopralluogo in cantiere, elenca le cose già fatte. A Punta Lido è tutto a posto, manca soltanto la nuova illuminazione a fari bassi. Fino al Du Lac sono stati collocati le nuove panchine di legno con telaio metallico (le migliori in commercio, assicura) e i cestini per i rifiuti (analoghi a quelli del centro storico), sostituiti i pali dell’illuminazione e posata l’erba a rotoli. E’ stato sparso il ghiaino naturale che sostituisce l’asfalto, mentre nei giardini all’italiana si sta posando il cosiddetto asfalto ecologico, che ha l’effetto estetico della ghiaia. Sull’altro lato è sparita la vecchia pavimentazione in porfido del molo della Fraglia. Qui tra una settimana sarà un trionfo di pietra Rosso Verona: lastre bocciardate a terra (il lavoro è a tre quarti) e stesso materiale per la balaustra, che è stata pulita e consolidata, e per le nuove panchine. Sta cambiando aspetto anche il sottomolo, che viene rifatto con plote di legno costosissime ma resistenti alle intemperie.Sono sotto pressione anche i giardinieri comunali. Tra Palacongressi e Fraglia sono a punto punto con la sistemazione del verde. Le aiuole dei giardini all’italiana, ora un po’ sguarniti, sono state ridisegnate e nei prossimi giorni saranno messe a dimora le piante ordinate ai vivai.Tutto questo, e altro ancora sfuggito alla rapida panoramica del funzionario comunale, in meno di 30 giorni e per la «modica» somma di 1 milione 400 mila euro.


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