giovedì, Febbraio 12, 2026
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Intervento sui 25 ettari di Malga Prazzagano finanziato dalla Regione Veneto. Sradicati abeti rossi e pini neri marci per far posto a faggi e aceri

Boschi ammalati, scatta la cura

Lavori in corso nei boschi, per sfoltirli, sanarli e riaprire un varco alla luce e all’aria indispensabili per far ricrescere le piante autoctone, che rischiano di soffocare a causa della protratta mancanza di cure e del buio. I lavori sono in corso proprio in questi giorni a Malga Prazzagano, dove due dottori forestali, Marina Negretto e Anna D’Andrea, della Co.Ge.V, stanno approfittando di queste insperate giornate rubate all’inverno per sistemare i boschi tagliando le piante sofferenti. La Co.Ge.V di Verona è la società cooperativa di gestione del verde specializzata in progettazioni di ricerche, consulenze agroforestali e ambientali, che il Comune ha individuato per questi interventi. In peggior salute sono soprattutto le conifere, che in questa zona sono di impianto artificiale: abete rosso e pino nero, infatti, sono specie importate qui negli anni Cinquanta e Sessanta, non adatte al clima locale come lo sono invece le latifoglie, per esempio il faggeto. «Stiamo facendo un taglio di miglioramento, abbiamo iniziato ormai già a settembre, interromperemo quando arriverà la neve e riprenderemo quest’estate», spiega la dottoressa Negretto, che dirige i lavori. «Togliamo l’albero brutto, storto, malconformato e deperiente, generalmente si tratta di abeti rossi e pini neri ormai vuoti dentro e marci, tutte piante che rendono il bosco denso, fitto, buio, che sono spesso ammalate, attaccate da funghi e che non permettono alle piante sane e più consone a questi luoghi di crescere». Lo spazio creato dal taglio farà largo, per esempio, a nuovi faggi e aceri. «Alcuni nasceranno spontaneamente, altre piantine saranno messe da noi e in futuro costituiranno il nuovo bosco». «Non si vedranno cambiamenti immediatamente evidenti perché l’intervento non si fa su grandi aree, ma eliminando solo le piante sofferenti, qua e là». Intanto si lavora a Malga Prazzagano, poi sarà la volta del bosco Albarè, che si trova in centro, sopra il municipio. In totale saranno sistemati 25 ettari, come prevede un progetto finanziato dalla Regione e che assegna contributi ai Comuni in base al piano di sviluppo rurale. Questo è il secondo progetto che l’amministrazione ha elaborato e che sta attuando, l’anno scorso i lavori sono stati a Novezza e Poloni.

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