giovedì, Gennaio 29, 2026
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Partiranno a metà 2005 i lavori di sistemazione dell’acquedotto che rifornisce anche Vaccarolo. L’amministrazione interverrà sulla viabilità delle due frazioni

A nuovo il pozzo di S. Pietro

Quello che più sta a cuore alla gente di San Pietro e Vaccarolo, due fra le più antiche frazioni di Desenzano, è sicuramente la qualità dell’acqua potabile. Perché negli ultimi anni il pozzo dei due paesini ha fatto davvero le bizze, lasciandosi dietro polemiche e disagi. Senza contare i rubinetti a secco per diverso tempo. Un acquedotto che, stando alle promesse fatte dalla Giunta rappresentata all’incontro pubblico nel locale «Don Carlos» dallo stesso sindaco Fiorenzo Pienazza e dagli assessori Mauro Guerra e Rodolfo Bertoni, dovrebbe essere sistemato una volta per tutte a partire dalla seconda metà del prossimo anno. E per la sistemazione complessivamente occorerranno poco più di 280 mila euro. Il progetto, hanno detto gli amministratori comunali al pubblico presente, riguarda lo spurgo delle tubature e la sostituzione della «camicia» del pozzo, che si presume sia la causa degli alti valori di ferro riscontrati in passato. Ma a San Pietro e Vaccarolo, il Comune ha in programma altri interventi, anche se non immediati. Il più visibile di questi è quello sulla viabilità, previsto però solo nel 2007, che porterà da cinque a sette metri la carreggiata dell’attuale strada comunale che collega Desenzano alle due frazioni. L’investimento si aggira sul milione e 100 mila euro, distribuiti in più anni. Ad essere interessato sarà il tratto compreso tra «La Rossa» e Vaccarolo, quello cioè più stretto e tortuoso, teatro di numerosi incidenti e di uscite di strada. Nell’incontro gli abitanti hanno chiesto ai tre amministratori di risolvere alcuni problemi che, a dire il vero, risalgono a parecchio tempo fa. Uno è quello della quota dei tombini, il cui livello è inferiore rispetto a quello stradale a causa delle passate asfaltature. Allora, cosa succede? Che quando piove si producono vaste distese d’acqua e a farne le spese sono i pedoni o chi circola su due ruote. L’altro riguarda lo spandimento e la permanenza sul terreno, prima della lavorazione, dei fanghi fertilizzanti (pur regolarmente approvato dalla Provincia ), che è causa di cattivi odori e conseguenti disagi. Le ripetute sollecitazioni dell’ufficio Ecologia del Comune a Regione e Provincia non hanno, però, prodotto effetti. Adesso l’Arpa e l’Asl dovrebbero eseguire dei carotaggi per verificare se la concentrazione dei fanghi nel terreno sia conforme ai parametri di legge. Tra le lamentele (ma non è la prima volta) c’è anche quella rivolta contro il canile. Secondo alcuni abitanti della zona, dal canile di San Pietro arriverebbero chiasso e disturbo provocati dai ripetuti latrati dei circa 200 ospiti a quattro zampe, specie quando è estate. Alcuni abitanti hanno, quindi, chiesto la posa di barriere antirumore, ma la risposta è stata negativa, perché ritenuta né efficace, né compatibile con il territorio. Sarà, piuttosto, valutata la possibilità di piantumare il prossimo anno alcuni filari di alberi attorno al perimetro del canile e di abbattere il rumore alla fonte tramite lavori di insonorizzazione della struttura dei box. Per altri interventi in programma nel piano delle opere pubbliche bisognerà inveve attendere per via della carenza di fondi dallo Stato.

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