giovedì, Gennaio 22, 2026
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Lo ha annunciato il sindaco Cipani: via il manufatto di piazza Vittoria. La biglietteria, costruita solo 4 anni fa, sarà abbattuta

Il «battistero» al capolinea

A Salò verrà raso al suolo “il battistero”. Così tutti chiamano la biglietteria della Navigarda, costruita nella primavera 2002. L’annuncio lo ha dato il sindaco Giampiero Cipani, durante il consiglio comunale convocato per l’approvazione del bilancio preventivo 2006. «E’ una delle cose più brutte che abbiamo realizzato, non in sintonia con la piazza, in stile veneziano. La demoliremo, spostandola altrove Abbiamo sbagliato, e rimedieremo – ha detto Cipani, esponente di Forza Italia -. Non altrettanto potranno fare i nostri predecessori (una stoccata rivolta agli amministratori di centro sinistra del passato, ndr), che hanno autorizzato la costruzione del Park Hotel in viale Landi o della casa di riposo in località Due Pini. Opere (brutte) che rimarranno lì nei secoli». La nuova biglietteria, a forma di ottagono, in rame e cristallo, assomiglia a un faro (per alcuni) o a un battistero (per tanti altri). È sorta nell’ambito della sistemazione di piazza Vittoria, conosciuta per l’imbarcadero e il monumento dei caduti, effettuata nel periodo autunno ’91 – primavera ’92 dall’impresa Bertolasio di Tignale, la stessa che ora sta ristrutturando il vicino palazzo municipale, danneggiato dal terremoto. In un primo tempo l’architetto Vittoriano Viganò, un luminare del Politecnico di Milano, pensò a una radicale trasformazione di piazza Vittoria: spostare su un lato il monumento dei caduti, dello scultore Angelo Zanelli (ma le associazioni d’arma si ribellarono, giudicando blasfema la proposta), e ridisegnare il tutto a forma di conchiglia, sul modello di piazza del Campo, dove si svolge il palio di Siena. La presenza, nel sottosuolo, di vasconi per la raccolta dei liquami obbligò a ripensare all’operazione. Col risultato che l’architetto Anna Gatti (la responsabile dell’ufficio lavori pubblici) e Paolo Beschi studiarono un progetto più semplice. Dopo una lunga attesa per ottenere l’ok della Soprintendenza, piazza Vittoria venne scoperchiata, rinvigorita da adeguate palificazioni, pavimentata in porfido e con lastre di marmo rosa. L’illuminazione è stata collocata a terra. Uno scivolo consente di scendere in acqua. Collocata anche una specie di “copertina” per proteggere il lungolago dalle onde (vista dal golfo, in passato sembrava che la passeggiata indossasse una minigonna). Spesa dell’intervento: un miliardo e mezzo di vecchie lire. Al di là dei mugugni sollevati dalla mancanza di piante ed essenze arboree (d’estate il marmo riverbera una luce accecante), la gente ha accettato la nuova configurazione, ma non ha mai gradito l’ottagono messo a disposizione della Navigarda, oggetto di feroci battute. Adesso il dietro front. «Lo abbatteremo», ha annunciato Cipani. E nell’aula dove si tiene il consiglio, la biblioteca dell’Istituto tecnico Battisti, si è sentito un sospiro di sollievo. La decisione non verrà comunque eseguita subito, ma nell’ambito del rifacimento del lungolago, da piazza Vittoria fino al Carmine: fra un anno, o forse due. «Spendendo due milioni e 50 mila euro – ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Bernardo Berardinelli – pensiamo di riarredare la zona, riposizionare le aiuole, rifare l’illuminazione, i marciapiedi e la sede stradale con materiali pregiati, sicuramente più consoni a un contesto di centro storico». «”Finora è stato redatto un progetto di massima – ha ripreso il sindaco -, che non abbiamo ancora esaminato nei dettagli. Lo discuteremo in sede di commissione urbanistico/edilizia. Il nostro obiettivo è di abbellire Salò, stando al passo dei tempi». Cinzia Goffi, ds, capogruppo della minoranza di centrosinistra, ha commentato criticamente la decisione della maggioranza di togliere il manufatto dal lungolago: «La biglietteria è un’opera pubblica pagata con i soldi dei contribuenti. E dalla costruzione sono trascorsi appena quattro anni». Dopo l’abbattimento del “battistero” sarà il caso di mettere a dimora qualche pianta, per rendere ancora più gradevole la piazza.

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