mercoledì, Gennaio 28, 2026
HomeAttualitàAnelli, via tra le polemiche
Primo consiglio comunale. Quattro assessori a FI. Pienazza: «Nella maggioranza manca una linea comune».vLa Lega resta fuori dalla Giunta ma garantisce l’appoggio esterno

Anelli, via tra le polemiche

a ieri sera Desenzano ha la sua nuova giunta. Si tratta di Tommaso Giardino (vicesindaco, all’urbanistica), Emanuele Giustacchini (cultura e pubblica istruzione), Silvano Orio (ambiente ed ecologia) e Sergio Parolini (bilancio e patrimonio), tutti di Forza Italia; quindi, Diego Beda, An (turismo ed attività produttive) e Valentino Marostica, esterno dell’Udc (servizi sociali). Il sindaco Cino Anelli ha trattenuto per sè la polizia locale, gli affari generali e i lavori pubblici.E’ stato però un esordio amaro per l’esecutivo di centrodestra di Desenzano. Il primo consiglio comunale, quello dell’investitura del sindaco, degli assessori e della presidenza del consiglio comunale, si è rivelato a tratti imbarazzante soprattutto per i fan di Cino Anelli e della sua coalizione che si aspettavano un ritorno trionfale a palazzo Bagatta, dopo cinque anni di purgatorio. Invece, se non ci sarà un passo indietro (difficile) di Forza Italia, la giunta Anelli ha da ieri sera una mina vagante che si chiama Lega Nord, che ha già fatto sapere che darà il suo appoggio esterno, «vigilando sul rispetto delle garanzie e del programma elettorale».Una decisione scaturita, come ha dichiarato il Carroccio nella conferenza stampa di ieri pomeriggio che già presagiva aria di tempesta, «non dal desiderio di poltrone ad ogni costo, ma dall’esigenza di una pari dignità e del riconoscimento dello strenuo lavoro fatto in campagna elettorale, insomma dalla necessità di una maggior rappresentatività politica», che evidentemente per gli uomini della Lega per ora non viene loro assicurata dal resto della CdL. Il «caso» di Desenzano, ha detto più tardi un esponente leghista, «potrebbe avere serie conseguenze sulle imminenti elezioni comunali di Brescia, per il trattamento ricevuto da Forza Italia». Vanzani e i suoi sono avvertiti ed Anelli ha di fronte a sè un’incognita, perché la Lega, anche se ha giurato per ora «massima fedeltà e lealtà al programma e al sindaco», se dovesse irrigidirsi su una qualche proposta, farebbe pendere il piatto della bilancia dall’altra parte (la maggioranza ha infatti dodici consiglieri più il sindaco, le minoranze otto).Per capire, inoltre, quanto la vicenda di Desenzano stia a cuore alla Lega, basti pensare che ieri c’era l’intero stato maggiore provinciale e il segretario comunale Paolo Abate con i due consiglieri Rino Polloni e Paolo Formentini, i supervotati tra i 250 candidati consiglieri. Anelli dovrà sfoderare dunque tutto le sue capacità di mediatore per arginare le minacce del Carroccio, riuscendo a convincerlo a prendere un assessorato, quello dei lavori pubblici. La Lega, invece, chiedeva almeno due assessori o, in alternativa, un assessore e la presidenza del consiglio, che invece le è stata negata dopo che Polloni aveva chiesto e ottenuto, facendo rumoreggiare il pubblico, una riunione dei capigruppo e indicato la candidatura di Formentini. La riunione non sortiva alcun effetto e, solo alla terza votazione, a causa del veto del Carroccio, veniva designato presidente dell’aula Mario Corti (civica Comune Amico), proposto da Forza Italia a nome degli altri alleati: un ritorno, il suo, per aver ricoperto lo stesso incarico anche nella passata giunta Pienazza. Tre votazioni occorrevano anche per la vicepresidenza andata a Marida Benedetti (Fi). Ecco la prova generale dello scenario politico che potrebbe delinearsi in futuro. Pienazza, il sindaco uscente, dal canto suo ha stigmatizzato «l’assenza di una linea comune nella maggioranza».

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video