Negli ultimi giorni il bracconaggio ittico è tornato al centro delle cronache locali dopo la segnalazione del consigliere comunale Andrea Spiller; a intervenire è stato Paolo Zanollo, referente per il territorio del WWF Bergamo Brescia, che ha denunciato come, nonostante le normative vigenti, i casi di pesca illegale vengano spesso compiuti da titolari di licenza e professionisti, siano agevolati da controlli scarsi delle guardie provinciali e documentati dai pescatori sportivi che filmando si limitano a condividere i materiali nei gruppi WhatsApp anziché formalizzare denunce.
I fatti segnalati, ripresi in video nelle ultime settimane in porti e aree costiere locali, descrivono l’impiego di reti illegali, elettrofishing e pesca fuori periodo; in risposta Zanollo indica come più efficaci gli interventi immediati dei corpi dello Stato, in particolare dei Carabinieri e della Guardia Costiera, che possono intervenire d’urgenza e procedere al sequestro di attrezzature illegali, per poi trasmettere gli atti alle autorità provinciali competenti; secondo il referente del WWF il fenomeno è alimentato da organici insufficienti e da un sistema sanzionatorio poco deterrente, circostanze oggetto delle verifiche e delle richieste di maggior vigilanza.


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