mercoledì, Gennaio 14, 2026
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Il Consiglio di Stato chiude con rigore una annosa vicenda

Le case abusivesaranno demolite

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Sice, la società proprietaria dei due edifici abusivi (volumetria totale 1.726 metri cubi, equivalenti a una quindicina di miniappartamenti) sorti sulla spiaggia di Tignale, stabilendo che vanno abbattuti. Ora il sindaco Manlio Bonincontri prenderà di nuovo contatto con un’impresa incaricata di entrare in azione con le ruspe per la demolizione.La vicenda si trascina da anni. I due fabbricati furono costruiti nel periodo dal ’71 (anno di rilascio della licenza edilizia) all’80 (quando furono completati), ma in una zona all’inizio classificata come alberghiera, e senza rispettare la distanza di 20 metri dalla strada statale Gardesana. Si trovano sulla riva, sotto la 45 bis, all’imbocco del tunnel di Campione.Dopo la sentenza del Pretore di Salò, Riccardo Fuzio, che, a livello penale, ordinò la confisca degli immobili (decisione vanificata da uno dei tanti condoni), nel 2000 il Consiglio di Stato emise una sentenza definitiva sul piano amministrativo. Sulla scorta di tale verdetto, il comune ha poi invitato la srl Sice a effettuare la demolizione, che è stata disattesa.Nel tentativo di prendere ulteriore tempo e di rinviare il provvedimento, in dicembre la società ha inoltrato l’ennesimo ricorso al Tar di Brescia, sostenendo di essere in trattativa con l’Agenzia del Demanio per acquisire la proprietà del tratto di spiaggia su cui si è costruito. Il mese scorso il Tar ha ribadito che «l’ordinanza di demolizione emessa dal municipio è inoppugnabile, poiché coperta da giudicato e, di conseguenza, anche l’eventualità dell’acquisto dell’area demaniale deve ritenersi ininfluente ai fini dell’esecuzione».Il 15 gennaio, quando le ruspe stavano scaldando i motori, altro tentativo dei privati che hanno ottenuto lo stop da parte del Consiglio di Stato. Ieri, da Roma, è arrivato il via libera.

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