Gustavo Franchetto conferma il via allo studio di fattibilità per una metropolitana di superficie che colleghi Verona a tutto il lago di Garda. «Nel corso del dibattito alla legge finanziaria in consiglio regionale, dopo che è stato affossato il progetto della Affi-Pai, ho pensato di presentare un emendamento, per chiedere un finanziamento di 200 mila euro, per uno studio di fattibilità ad un sistema metropolitano tra lago e città», spiega il consigliere del partito democratico. «L’assessore alla mobilità e infrastrutture, Renato Chisso, ha risposto che ha già dei fondi disponibili per fare lo studio, senza che si debbano stanziare nuovi finanziamenti. Quindi a fronte dell’impegno preso da Chisso e messo a verbale durante il Consiglio, ho ritirato l’emendamento perché la Giunta si è impegnata a finanziare lo studio».Qualche elemento in più sull’idea. Franchetto spiega: «Potrebbe rientrare nel grande sistema di mobilità sull’asse Padova-Treviso-Venezia, dove è già in atto un intervento per collegare questa grande area commerciale, con una tramvia di superficie. Ho chiesto perché non si possa studiare un sistema analago anche per l’ovest, che colleghi tutto il lago e Verona, poiché ormai è diventato un sistema urbano, con enorme mobilità dalla città verso il Garda». «Secondo me», sottolinea Franchetto, «si arriva fin troppo tardi a ragionare in questo senso. La metropolitana è una risposta moderna alle necessità del territorio, poiché le rotaie hanno un impatto ambientale inferiore a quello della gomma».Su dove potrebbe essere realizzata una metropolitana di superficie, considerato che non ci sono aree libere da urbanizzazione lungo la costa, Franchetto risponde: «La Giunta si è impegnata a fare uno studio. L’importante adesso è che intervenga un parere tecnico: quali modalità, quale sistema, quale costo per un’opera di questo tipo. Se poi non è praticabile, almeno l’abbiamo valutata. Quello che conta è cominciare a ragionarci, per dare una risposta al caos viabilistico del lago». Il progetto, se nella forma appare sostenibile, nella sostanza rischia di cozzare contro l’impossibilità di trovare un tracciato fattibile.Sulla stessa lunghezza d’onda, ma su un versante diverso, i sindaci del lago e anche associazioni ambientaliste da anni si stanno battendo per la nascita di una metropolitana, sì, ma via acqua. Giace in attesa di risposta, infatti, la richiesta sottoscritta dalla conferenza dei sindaci di attivare un sistema di trasporto pubblico cadenzato sull’acqua, trasformando la Navigarda in servizio capillare, sia diurno che serale. Per la messa in opera ci sarebbero già tutti i moli di attracco, che farebbero sbarcare i passeggeri nei centri storici dei paesi, basterebbe solo ammodernare la flotta della Navigarda con battellini ecologici, che con collegamenti ravvicinati e parcheggi scambiatori a sud e a nord potrebbero trasportare velocemente persone e mezzi da un punto all’altro del lago. Il mezzo di trasporto potrebbe così essere la base che fa da lancio alla tanto auspicata Regione del Garda, che a Peschiera troverebbe anche la linea di congiunzione con la città, sia via ferrovia che metropolitana, quest’ultima prevista come realizzazione a fianco alla linea dell’alta capacità.Progettualità di pertinenza regionale, poiché il trasporto pubblico su acque interne è stato trasferito dallo Stato alle Regioni, che però non sono ancora passate all’assunzione delle competenze, poiché il debito pubblico della «Gestione dei tre laghi», di cui fa parte anche Navigarda per il lago Garda, nella situazione attuale andrebbe a pesare troppo sulle casse regionali.


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