Sono salite a 36 le risorse lombarde iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità, con l’ingresso recentemente di otto nuove varietà vegetali che arricchiscono l’elenco dei prodotti lombardi e delle varietà locali tutelate: in provincia di Brescia il Fagiolo della Valvestino e il Carciofo di Malegno, nel Mantovano il Mais di Suzzara, nel Pavese il Pisello Precoce di Miradolo Terme e il Mais di Torre d’Isola, in provincia di Bergamo il Mais Rostrato Rosso di Rovetta e il Castagno di Balestrera, e in provincia di Sondrio la Patata Bianca di Starleggia; la comunicazione è stata resa nota dall’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, e l’iscrizione è avvenuta nell’ambito del registro istituito dal Ministero dell’Agricoltura per riconoscere varietà locali a rischio di erosione genetica.
Tra le iscrizioni, il Fagiolo della Valvestino è stato descritto come una varietà storica importata alla fine del Cinquecento, caratterizzata da dimensioni maggiori, elevato contenuto proteico e colore variegato; la sua tutela è stata coordinata dal Consorzio Forestale Terra tra i due Laghi sotto la direzione dell’agronoma Maria Elena Massarini, con custodia sementiera condivisa da Università Cattolica di Piacenza e dalla Banca del Germoplasma Vegetale dell’Università di Pavia, e nel 2025 sono stati commercializzati 2,5 quintali di prodotto secco, coltivato nuovamente in circa una decina di orti e distribuito tramite punti vendita locali a Turano e Bollone.


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