Il presidente della Provincia (Alberto Cavalli), il sindaco di Brescia (Paolo Corsini) e il capo degli albergatori (Paolo Rossi, che giocava in casa, essendo comproprietario dell’hotel Laurin) hanno parlato a Salò della rassegna dedicata a Dubuffet e all’arte del graffito, allestita fino al 6 ottobre a Palazzo Martinengo di Brescia. Cinquemila, sinora, i visitatori (dall’inaugurazione è trascorso un mese e mezzo). L’obiettivo è di superare quota 10 mila, lanciando un appello ai turisti d’oltr’Alpe che scendono sul Garda. «Un anno difficile, il 2002 – afferma Rossi -. Tre, in particolare, i motivi: la situazione economica di grande incertezza, l’euro che sembra avere rallentato i consumi della gente, la concorrenza di paesi mediterranei come Spagna, Grecia e Croazia, non così belli come l’Italia, ma in questo momento più convenienti. All’interno di tali oggettive difficoltà, una mostra come quella di Dubuffet consente di dire che turismo e cultura sono un binomio inscindibile. Spesso una mostra può diventare un ottimo pretesto per una vacanza». «Siamo qui a richiamare il Garda affinchè getti un occhio sulla città – ha aggiunto Cavalli -. Il turismo della zona costituisce una realtà particolarmente forte. Io mi auguro che la nostra sollecitazione venga accolta». Il presidente del Broletto ha comunque sottolineato la qualità delle proposte del lago: la stagione del Vittoriale, l’Estate musicale della Comunità, Sirmione e il premio Catullo, Armonie sotto la rocca di Manerba, ecc. Quasi a rimarcare che le manifestazioni si tengono un po’ ovunque, e illuminano le giornate come una stella cometa. Ma la periferia deve sembrare guardare al centro. Dopo essersi soffermato su Dubuffet e sulle opere esposte a Palazzo Martinengo (di Basquiat, Haring, Bacheler, Brown, Futura Dumila, Scarf, Rossana Campo, Cannavacciuolo, Chiossi, Cuoghi, Corsello, Broccolichi, Chevalier, Hirsing, Cucullu, Parker e Wilson), il sindaco Corsini ha criticato i graffettari urbani, definendoli «barbari e teppisti», che sporcano muri e monumenti senza ritegno. Gli organizzatori hanno altresì ricordato che la mostra è aperta a Palazzo Martinengo dalle ore 10 alle 22 (fino al 31 luglio), dalle 9.30 alle 19.30 successivamente.


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